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Secondo alcuni studi epidemiologici si stima che nel 2035, a livello mondiale, arriveremo a 595 milioni di casi di diabete se non ci impegnamo ad informare al riguardo attraverso continue campagne educative.

Oggi tutti corriamo i rischi di un eccesso di zuccheri nella nostra alimentazione e viviamo in un ambiente definito dai nutrizionisti obesogeno.

AF diabete_3_10_2019È vero che lo zucchero, il cosiddetto glucosio è uno dei principali nutrienti delle cellule necessario a produrre energia per il funzionamento dell’intero organismo, ma il consumo di zucchero al giorno, secondo l’OMS, dovrebbe aggirarsi intorno ai soli 25 gr. cioè 5 cucchiaini compreso quello nascosto nelle bevande pronte da bere e nei cibi confezionati (una lattina di cola o aranciata ne contiene già 35 grammi!).

Il glucosio entra nelle nostre cellule grazie all’insulina, l’ormone regolatore dei livelli nel sangue, prodotto dal pancreas, ma quando lo zucchero è presente in quantità elevata (nel sangue il valore è espresso dalla glicemia che in questo caso si alza) il lavoro del pancreas diventa esagerato nella continua produzione di insulina. Lo sforzo eccessivo del pancreas, alla lunga, causa una resistenza all’insulina e spiana la strada al diabete.

Il diabete è la più comune tra le malattie metaboliche  e riguarda l’impossibilità dell’organismo di metabolizzare correttamente gli zuccheri (carboidrati, amidi, glucidi, fruttosio, ecc.) causa una produzione di insulina ridotta o inefficace nel fare entrare il glucosio nelle cellule.

Il diabete di tipo 2 è senza dubbio quello più conosciuto e più frequente: quasi il 90% dei diabetici, infatti, fa i conti con il diabete di tipo 2 che insorge in età adulta ed è caratterizzato da un malfunzionamento del pancreas principalmente a causa di abitudini alimentari scorrette e mancanza di movimento.AF diabete_8_10_2019

Sì, perchè l’inattività fisica è il primo fattore di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2!

Ma c’è pure un diabete di tipo 1 insulino-dipendente che colpisce in età giovanile ed è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas responsabili della secrezione e produzione di insulina. Altre forme di diabete riguardano quello gestazionale, frequente nelle donne in gravidanza e il diabete secondario a malattie che interessano il pancreas o ad alterazioni ormonali.

In tutti questi casi l’organismo non riesce a smaltire il glucosio nel sangue e, se per il diabete di tipo 1 c’è bisogno anche di un trattamento farmacologico a base di misurate dosi di insulina, per tutti gli altri basta davvero un’alimentazione bilanciata per mantenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue insieme ha un’attività fisica quotidiana.AF diabete_5_10_2019

Si sa che l’attività fisica è indispensabile per mantenere o migliorare la condizione generale di salute, ma per prevenire o gestire il diabete, diventa vitale.

Come può l’attività fisica agire sul diabete?

Prima di tutto muoversi influenza il metabolismo ovviamente tenendo presenti le caratteristiche di ciascun individuo, il tipo di attività fisica praticata, la sua intensità e la sua durata. I soggetti con diabete di tipo 2 sono di solito in sovrappeso o addirittura obesi, in particolar modo a livello addominale, sedentari e sono diventati diabetici perché, a causa del peso corporeo in più, hanno un fabbisogno aumentato di insulina la cui quantità prodotta non è adeguata.AF diabete_4_10_2019

I benefici dell’attività fisica sul metabolismo si evidenziano nella riduzione dei livelli dei trigliceridi e del colesterolo cattivo (Ldl) a vantaggio di quello buono (Hdl); con l’attività fisica si bruciano parte delle scorte di grasso e si favorisce la perdita di peso corporeo.

È molto utile sapere che, perdendo il 5% del proprio peso corporeo (soltanto con l’attività fisica e un piano alimentare adeguato) il diabete può essere gestito più efficacemente della terapia farmacologica! e che, per esempio, una pizza margherita ha bisogno di circa 100 minuti di camminata per essere consumata, che 3 cioccolatini hanno bisogno di 30 minuti, un piatto di pasta, 80-90 minuti di attività fisica, un bicchiere di vino, 20-25 minuti e una fetta di dolce, 120-130 minuti! Ma, più importante di ogni cosa, con l’attività fisica si consuma lo zucchero: il glucosio immagazzinato nel corpo, sempre disponibile e il glicogeno ovvero le numerose piccole cisterne di zucchero contenute nei muscoli e nel fegato. Con l’attività fisica dunque, si abbassa il livello di glicemia nel sangue e il fabbisogno di insulina si riduce favorendone un miglior utilizzo. Non solo: gli effetti dell’attività fisica si manifestano anche sulla capacità del fegato di utilizzare lo zucchero e in un considerevole aumento dell’energia fisica.

Allora, come e quanto muoversi?

AF diabete_2_10_2019Chi ha il diabete e decide di praticare dell’attività fisica o uno sport deve poter valutare le proprie capacità metaboliche e tenere conto che il suo approccio al movimento sarà diverso da quello di una persona non diabetica.

In generale, l’attività fisica di tipo aerobico, costante e regolare (in cui il glucosio viene utilizzato completamente in presenza di ossigeno e fornisce energia), fatta di movimenti ritmici e continui da parte dei grandi gruppi muscolari, con uno sforzo fisico prolungato nel tempo, di intensità leggero- moderata tanto da mantenere le pulsazioni cardiache costanti come camminare, pedalare, nuotare, correre lentamente o alcuni sport, è quella più indicata.

Trenta minuti al giorno per un totale di circa 3 ore alla settimana è la posologia giusta che rientra in un programma di prevenzione e, nel contempo, in un piano di trattamento del diabete come farmaco (Il movimento, nuovo farmaco) oltre che come stile di vita. La quantità minima di attività fisica non deve scendere sotto i 150 minuti a settimana distribuiti in 30 minuti per 5 giorni alla settimana per poter mantenere i livelli glicemici nei valori consentiti.

Picture of sporty people running on treadmill in gym

Picture of sporty people running on treadmill in gym

Così, una passeggiata quotidiana di minimo 30 minuti a passo sostenuto si traduce immediatamente in benefici sia per il diabete che per il pre-diabete, quella condizione ad elevato rischio di progressione verso l’iperglicemia, primo campanello d’allarme da non sottovalutare.

In caso di diabete di tipo 1, l’attività fisica non ha controindicazioni se il soggetto è in buon compenso glicemico e non ha complicazioni, ma non va improvvisata. La persona con diabete di tipo 1 deve fare però molta attenzione: i meccanismi metabolici delegati all’approvigionamento dell’energia muscolare sono alterati e durante l’attività fisica la glicemia può scendere in ipo o salire in iper.

Per un diabetico dunque è essenziale mantenere il controllo glicemico prima, durante, dopo l’attività fisica e sviluppare una particolare abilità nell’autogestirsi.

Syringe and medical drugs for diabetes, metabolic disease treatment

Iniziando con una lenta e regolare attività fisica e con la competenza di figure professionali come il diabetologo, il laureato in scienze motorie e il medico di base, il diabetico può contare sulla personalizzazione del suo allenamento, dell’assunzione di carboidrati e dell’uso di insulina.

L’attività fisica è di vitale importanza proprio come lo è un farmaco salva-vita e se nella cura del diabete si ricorre ai farmaci, è bene sapere che questi non sostituiscono in alcun modo l’esercizio fisico e un’alimentazione corretta perché sono in grado solo di integrarli.

Chi da tempo fa i conti con il diabete sa che muoversi, magari socializzando, aiuta a percepirsi persone con il diabete e non malati di diabete; sa che non deve vivere la vita come una condizione che pone restrizioni assolute togliendo la libertà.

È vero che il diabete va tenuto sempre sotto controllo, che la torta di compleanno, la brioche al bar o un buon bicchiere di vino alla fine si pagheranno, ma con una costante e regolare attività fisica ogni tanto ci si può sentire liberi di farlo.

La qualità della vita può cambiare se l’impegno a muoversi quotidianamente è rispettato. tapis-roulant_7_6_2019Infondo il diabete non è la condizione attraverso la quale si svolge l’esistenza di una persona e neppure un’ossessione, bensì uno dei tanti aspetti della vita che trova nell’attività fisica, nella volontà di praticarla organizzando il tempo e mantenendo una stabile motivazione, una decisiva soluzione.

Fonte:

  • SID Società Italiana di Diabetologia
  • American Diabetes Association (ADA) Standards of Medical Care in Diabetes – 2018 – rivista Diabetes Care

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