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L’analfabetismo, come molti problemi sociali e culturali, è diventato anche motorio a partire dagli anni ‘90 per numerosi bambini e adolescenti.AnalfabetismoMotorio_1_1_2019

Prima di quegli anni ai ragazzi era ancora consentito giocare, correre, saltare e arrampicarsi ogni giorno dopo scuola per almeno due o tre ore consecutive all’aria aperta o in un ambiente ben aerato. Marciapiedi, strade, vicoli e giardini erano luoghi di gioco con il pallone, a nascondino, ai quattro cantoni o a bandierina; erano terreni ideali per gare, sfide e zuffe dove muoversi intensamente e all’aperto, non rappresentavano certo un pericolo.

Ciò che manca oggi rispetto un tempo è la continua sollecitazione motoria che nel rincorrersi, nel saltare la corda, nelle tirare la palla ad esempio, sviluppa armoniosamente e inevitabilmente i loro corpi. È vero che ragazzi fanno sport, ma spesso vengono avvicinati allo sport come unica occasione di movimento e come opzione al riempimento del loro tempo libero. Senza un vivo interesse e la costante frequentazione però, essi non sempre giungono a padroneggiare una singola attività sportiva e alla fine abbandonano.

Purtroppo la sedentarietà dei ragazzi non si risolve soltanto con lo sport.AnafabetismoMotorio_3_1_2019

Due o tre volte a settimana per una durata di tempo che non supera quasi mai l’ora e mezza per attività, non basta a evitare le conseguenze dell’ipocinesia.

L’ ideale è farli muovere fino a quattro ore in modo anche autonomo, libero, quotidiano. Perché i giovanissimi sedentari si precludono tutte le esperienze di movimento che li rinforzano, gli aiutano nella coordinazione, nelle abilità necessarie alla vita comprese le reazioni alle cadute e ai traumi. Generazioni di ipo-mobili dalle scarse capacità motorie stanno sviluppando problemi di postura, debolezza alle ossa, muscolatura ipotrofica in un quadro di facile affaticamento. Il mancato gioco all’aperto ha impedito ai ragazzi di arrampicarsi sviluppando forza e abilità nelle braccia, di sperimentare il senso dell’equilibrio, di competere con gli altri, di saper difendersi, di gestire i pericoli e i rischi.AnafabetismoMotorio_2_1_2019

Mancando gli schemi motori, i ragazzi sono poco resistenti, poco forti, poco veloci e scarsi nella coordinazione motoria.

I bambini percepiscono le impressioni con tutto il corpo ed esprimono le sensazioni tramite il movimento. Giochi in movimento fanno vivere esperienze personali formative. La cosa importante è lasciar libero spazio alla loro creatività, alla personalizzazione e alla sensibilità emotiva. Divertirsi il più possibile fin da subito accelera il processo di apprendimento motorio e porta a rinforzare la motivazione di farlo. Oggi i ragazzi hanno meno tempo, meno spazi, troppe scelte e una scuola con un deficit qualitativo, quantitativo e strutturale nell’ambito dell’educazione motoria.AnafabetismoMotorio_8bis_1_2019

Il Ministero della Salute sostiene che l’analfabetismo motorio sia dovuto allo sviluppo dell’automazione, del trasporto motorizzato, alla riduzione di spazio e di sicurezza per i giovanissimi pedoni e ciclisti sui suoli pubblici, allo scarso peso attribuito all’attività motoria nelle scuole, ad un protezionismo genitoriale forte.

Eppure il corpo umano necessita di movimento come dell’aria che respira!

La scarsa attività fisica incide molto sullo stato di salute dei ragazzi: il rischio di ammalarsi di diabete, tumore e di soffrire di problemi cardiovascolari aumenta.

Per conto, i vantaggi dell’attività motoria sono innumerevoli:

  • irrobustisce il fisico;
  • previene quei comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol, droghe, diete poco sane, il ricorso alla violenza;
  • facilita la gestione delle situazioni stressanti, di ansia, di depressione o la sensazione di solitudine;
  • favorisce il dispendio energetico evitando il sovrappeso;
  • migliora la tolleranza al glucosio;
  • riduce i rischi di traumi e fratture favorendo un corretto sviluppo osseo;
  • previene l’ipertensione, ipercolesterolemia e altre malattie da adulti;
  • riduce la massa grassa e aumenta la massa magra (muscoli);
  • migliora il rendimento scolastico e l’apprendimento futuro.

AnafabetismoMotorio_4_1_2019L’adulto può aiutare il bambino a combattere l’analfabetismo motorio innanzitutto riducendo il tempo davanti allo schermo (tv, computer, smartphone, videogiochi, ecc. ) e alternandolo a pause di gioco e di attività motoria anche domestica; può inoltre dare il buon esempio con uno stile di vita sano che lo coinvolga soprattutto nelle uscite all’aria aperta.
Portandolo fuori anche con il freddo, più spesso a camminare, correre, pedalare in bicicletta, col monopattino o i pattini, a giocare a pallone, a muoversi liberi negli spazi all’aperto, gli permette di sviluppare quelle abilità che favoriscono e completano il suo sviluppo.

AnafabetismoMotorio_7_1_2019L’acquisizione delle capacità coordinative é alla base del suo sviluppo motorio sano. Le capacità coordinative sono rappresentate dall’orientamento (conoscenza dello spazio), l’equilibrio, la reazione, il ritmo, la differenziazione, conquiste che l’individuo umano ha fatto nel corso della sua evoluzione. Combinate tra loro, le capacità coordinative danno origine ad altre due abilità, sotto forma di processi di percezione, coordinazione, controllo, che sono le vere capacità motorie umane e cioè la capacità di unire i movimenti e la capacità di riorganizzarli.AnafabetismoMotorio_6_1_2019
Costruire programmi di allenamento alfabetizzanti che aiutino i giovanissimi a diventare abili nel movimento è il compito di professionisti esperti in attività motoria ed esercizio fisico come personal trainer, insegnanti di educazione fisica ed educatori sportivi. Quando i ragazzi sono in grado di avere un corpo che si muove in armonia e con facilità, quando possono sentire quel corpo meno impacciato, più dinamico e resistente, quando sono in grado di sfruttare al meglio il potenziale motorio, ecco che il passo successivo verso risultati di performance e prestativi diventa possibile. Nel frattempo la diffusione su larga scala dei pedibus e dei kids walk to school, programmi promossi e sostenuti in molti paesi e realtà cittadine, aiutano a far camminare i ragazzi che vanno a scuola.AnafabetismoMotorio_5_1_2019

In fondo siamo fatti per muoverci…

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