TECNOLOGIA E MOVIMENTO

La tecnologia presenta ogni anno le sue novità. Tra i mezzi elettrici per il trasposto personale, c’è l’avveniristico hover-board che incuriosisce e piace a molti, ma si lascia usare da pochi.

L’hover-board ha due ruote (anche se il termine hover lascerebbe intendere che il mezzo non debba toccare terra!), un motore elettrico alimentato da una batteria e come dispositivo di trasposto personale, si guida con abili bilanciamenti del peso corporeo sui piedi.

Con una velocità di circa 10 km orari, l’ hover-board è in grado di accompagnare il transporter per 20 km.Hoverboard_1_2_2017

Lo definiscono all’apparenza un’alternativa al cammino: più rapido della normale camminata, ma più lento dell’andatura in bicicletta, ottimale per coprire distanze che a piedi risulterebbero impegnative, un mezzo ecologico, pulito che non inquina.

Da sempre la tecnologia perfeziona e potenzia le azioni che da un punto di vista biologico l’individuo è portato a fare. La domanda da porsi è: quanto ciò influisce sull’equilibrio e la salute privando l’uomo del movimento spontaneo e naturale come camminare?

L’hover-board, un gadget tecnologico che come i droni imperverserà ovunque, non avrà per tutti lo stesso valore e qualcuno lo ignorerà pure. Ma privare l’individuo di un’esperienza biologica come il cammino va contro il bisogno odierno di schiodarsi dalla sedentarietà.

Hoverboard_9_2_2017E’ vero che per mantenersi in equilibrio sull’ hover-board ci vogliono sensibilità e propriocettività, due abilità che solo grazie alla pratica dell’attività fisica si possono acquisire, oltre che un contributo dall’elettronica di questo giocattolo tecnologico.

I movimenti indispensabili per avviare questo “acceleratore di andatura”, per farlo curvare o arrestare prevedono spinte e sollevamenti dall’appoggio di uno o dei due piedi. Spostando il baricentro del corpo, si avanza, si arretra o si gira su se stessi. Il controllo dei movimenti, parte dunque dai piedi.

E’ vero anche che l’ hover-board spinge la gente a stare all’aperto e che l’ecologia ne trae beneficio perché è un mezzo di trasporto eco-friendly che rispetta l’ambiente. Non è però agevole e portarselo dietro, pesa un po’. Ma è un’anticipazione del futuro e su qualche caratteristica meno positiva si tende a chiudere un occhio.

La tecnologia progredisce per appagare bisogni sempre più ricercati e per soddisfare quel desiderio innato di non fare troppa fatica. Già i trasporti pubblici e i mezzi di locomozione, gli ascensori e le scale mobili hanno ridotto il cammino ad un hobby da tempo libero o da fine settimana. Ora i moderni dispositivi tentano addirittura di soppiantare l’attività fisica più naturale e spontanea.Hoverboard_4_2_2017

 La tecnologia moderna ha senza dubbio contribuito a uno stato di salute migliore, ma in questo benessere generale raggiunto c’è anche il paradosso.

L’impatto di un nuovo comportamento che facilita e rivoluziona la mobilità di ciascun individuo, provoca significativi cambiamenti nello stile di vita. In primis riducendo l’attività fisica. Nonostante si ponga attenzione ai rischi dell’inattività fisica, una considerevole parte della popolazione mondiale continua a non fare moto. Mentre è un’evidenza scientifica che per stare bene si debba seguire un programma di esercizio moderato.

Hoverboard_3_2_2017Solo conciliando modernità tecnologiche e fisiologiche esigenze, si potrà conservare quella naturale e spontanea abilità che è il cammino, non ridotta a pochi, saltuari passi al giorno.

Se la tecnologia renderà sempre più comodo il futuro dell’uomo, starà all’uomo vedere nella tecnologia l’obiettivo della comodità senza trascurare il suo fisiologico bisogno di movimento.

 

 

 

 

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