VIAGGIARE: I VANTAGGI E L’IMPORTANZA DI ESSERE PREPARATI

Viaggiare, secondo una delle definizioni del vocabolario italiano, è l’azione del muoversi per andare da un luogo ad un altro compiendo un percorso.vantaggi di viaggiare preparati_3_12_2019

Quel muoversi, spostarsi significa anche mettere in moto il corpo che, pur con i mezzi di trasporto, deve essere in grado di sostenere tutto ciò che il viaggio comporta. Perché viaggiare richiede sempre una certa forma fisica e un minimo di preparazione fisica. Camminare per ore per visitare e scoprire il mondo, ad esempio, rimanere fermi in un ristretto sedile d’aereo negli interminabili voli intercontinentali o in lunghissime code, in piedi, all’entrata di musei e palazzi storici o, ancora, itineranti dall’alba al tramonto con un pesante zaino in spalla, richiede senza dubbio un fisico preparato.

Viaggiare significa disabituare il cervello al confort e alla sicurezza, alle abitudini di una routine quotidiana per affrontare invece le sorprese, le circostanze e le sfide; per farlo bisogna sentirsi bene, in forza, centrati, equilibrati, consapevoli di poter contare su di sé.

E viaggiare comporta così tanti vantaggi da far cambiare idea anche al più tenace sedentario!

In this real situation a row of unidentifiable passengers are sitting in their seats on an airplane. The seating is tight. Their legs are touching the seats in front of them.

Mettere un po’ di chilometri tra casa e il posto scelto è soddisfare la curiosità, quel bisogno naturale di scoprire diversità e similitudini, di percepire contesti nuovi, suoni, colori e odori, di vivere in luoghi, di sentire l’ambiente e le persone attorno.

Viaggiare non vuol dire scappare, evadere dalla realtà quotidiana e da tutti i suoi problemi, ma andarsene per liberare la mente e imparare a spostare il punto di vista. In viaggio lo stress si allontana e, esternandosi, si osserva dal di fuori ogni cosa con maggiore apertura mentale e creatività. Più si viaggia e più si impara a crearsi nuove abitudini o a conformarsi a quelle locali, a stare a contatto con la gente straniera e di diversa cultura azionando così quello che gli studiosi definiscono la flessibilità cognitiva.Meditazione_3_16_2017

Viaggiare aumenta le connessioni tra le cellule nervose e di conseguenza l’efficienza del cervello. Viaggiare insegna ad essere accomodanti e a sapersi adattare: cambiano i punti di riferimento, i luoghi e le condizioni così come variano il cibo, il letto e i ritmi giornalieri, ma si impara a godere pienamente l’esperienza.

Viaggiare migliora il senso di controllo sulla propria vita contribuendo a far crescere il livello di autostima.

Ogni viaggio è diverso dagli altri. Ma viaggiare a molti fa paura. Perché viaggiare non è mai confortevole anche quando si scelgono le migliori condizioni per farlo. È un uscire prima di tutto da qualcosa di certo e sicuro verso novità e prospettive di cambiamento che fanno un po’ paura. Ecco allora che essere preparati fisicamente permette di affrontare tranquillamente qualsiasi tipo di viaggio.Naturale_15_7_2017

La preparazione fisica specifica, regolare e continuativa deve essere quella adatta alla persona che sosterrà 4-5 fino a 9 ore al giorno camminando magari con uno zaino in spalla. L’allenamento alla resistenza, al lavoro di forza, al mantenimento della flessibilità sono fondamentali per affrontare con serenità qualunque viaggio (leggi > Attività fisica o esercizio fisico) tanto quanto lo è la scelta di un buon paio di scarpe. Le calzature devono essere adatte al suolo che si calpesta, ma anche comode per permettere al piede il giusto confort e alle dita di muoversi. Si cammina prima di tutto usando i piedi!

Gli itinerari da percorrere visitando città, siti, ambiti naturalistici sono anche occasioni di allenamento utili alla preparazione fisica generale per affrontare un viaggio.

La migliore forma di preparazione al viaggio è senza dubbio l’attività di camminare. Perché camminare rappresenta quello schema motorio più spontaneo per uomo (leggi > Perché muoversi in modo “naturale”?), un’abilità connaturata alle sue caratteristiche fisiche che può tornare ad essere la più sana abitudine.IMG_2544

Per chi si ritrova sedentario e poco abituato a muoversi è importante iniziare a camminare con gradualità per evitare lo stress muscolare, articolare e l’affaticamento eccessivo. Condizioni fisiche di partenza, età, esperienza, predisposizione vanno tenuti in debita considerazione.

Viaggiare richiede un investimento fisico se lo si vuole fare bene e con soddisfazione. Muoversi sempre, dunque, è il prerequisito per soddisfare il bisogno naturale di spostarsi e viaggiare.

L’impegno fisico nel viaggiare non fa mai sottovalutato.

Così viaggiare diventa a sua volta una forma di attività fisica salutare, entusiasmante e a volte sfidante.
I sentieri scoscesi, le scalinate estenuanti, i pendii come i cunicoli naturali o gli impervi siti archeologici, i chilometri da percorrere rappresentano da sempre le occasioni di allenamento durante il viaggio.

L’obiettivo di mantenere la propria forma fisica per accedere senza spiacevoli conseguenze a tutte le esperienze offerte assume una nuova prospettiva.

Un bel percorso di viaggio è un ottimo modo per esplorare posti particolarmente interessanti sia dal punto di vista naturalistico che storico-turistico e praticare nel contempo dell’attività fisica. Si allenano i muscoli godendo di panorami esclusivi, si aumenta la resistenza fisica, si abbassa il livello di cortisolo nel sangue insieme alla glicemia, ai grassi e alla pressione
arteriosa. Viaggiando ci si muove di più fino ad innalzare la percezione di benessere, felicità e positività.

Il piacere delle novità come conoscere nuovi sapori, piatti tipici e bevande, assaggiare il meglio della cucina locale, dallo street food alla ristorazione senza farsi spaventare dagli ingredienti coe gli insetti, i serpenti o i roditori trova nell’attività fisica fatta viaggiando il giusto equilibrio. Perché molti, a fine viaggio, lamentano i chili di troppo e una linea perduta!vantaggi di viaggiare preparati_7_12_2019

Viaggiare non può minacciare la propria forma fisica solo perché tra voli, spostamenti, tempo disponibile, degustazioni e opportunità turistiche non ci si possa organizzare a dedicare tempo e spazio ad un minimo di attività fisica

Una lunga passeggiata sulla spiaggia alternata a brevi tratti di corsa magari all’alba o al tramonto oppure una fresca nuotata in mare, lo snorkeling o le immersioni per gli appassionati durante il giorno, sfruttare la palestra e/o la piscina del proprio hotel magari prima di fare colazione, è il modo migliore di caricarsi per iniziare la giornata con un corpo pronto, attivo, un metabolismo già disponibile a bruciare calorie e ad accelerare tutte le reazioni chimiche fisiche e fisiologiche dell’organismo soprattutto quando il viaggio è fatto di tanti trasferimenti con poche possibilità di movimento.vantaggi di viaggiare preparati_2_12_2019

Molte ore trascorse in posizione seduta durante il viaggio creano più danni dell’esecuzione scorretta di molti esercizi.

I disagi di tipo posturale che causano rigidità articolare, alterazioni della normale lunghezza muscolare e degli equilibri corporei, il senso di stanchezza e appesantimento che ne conseguono pur non essendosi attivati un granché possono essere risolti con una sequenza di esercizi fisici a corpo libero nella propria stanza d’albergo, all’aperto, in un angolo dell’aeroporto e durante il viaggio in aereo o in altro mezzo di trasporto (ad esempio: mobilizzazioni articolari, squat e affondi con le gambe, stretching, propriocettività in equilibrio su un piede, ecc.).

Fare attività fisica aiuta anche a ritrovare il proprio delicato ciclo sonno-veglia (ciclo circadiano) che durante il viaggio, con il cambio di fuso orario o con le partenze e gli arrivi anche notturni, si altera inevitabilmente. Anche se praticata per pochi minuti, l’attività fisica produce endorfine e aiuta a contrastare lo stato di tensione fisica ed emotiva, a diminuire l’ansia, lo stress e a viaggiare più serenamente.vantaggi di viaggiare preparati_4_12_2019

Se preparati fisicamente, coloro che viaggiano potranno godere di numerosi vantaggi rispetto gli inattivi e sedentari e così da imparare a bastare a se stessi dando valore alla propria vita.

Chi viaggia lo sa, non basta acquistare un biglietto aereo, preparare la valigia e sognare la destinazione…serve un corpo pronto a sostenere il viaggio.

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PERCHE’ VIAGGIARE ?

Viaggio da sempre per un gran numero di motivi diversi in cui ciascuno potrebbe ritrovarsi, ma viaggio soprattutto perché lo voglio.IMG_8733

Mettere tra casa mia e un luogo scelto un po’ di chilometri è ciò che veramente desidero.

Anche le ricerche scientifiche dimostrano che quando prenotiamo un viaggio, la destinazione non è sempre così importante, mentre diventa basilare soddisfare quel bisogno radicato di volerci allontanare dal nostro porto e dal nostro quieto vivere.

Interporre una certa distanza tra casa e un luogo qualunque non perché ci sentiamo stressati, o perché ci vada di vedere qualcosa di diverso, o perché siamo stanchi dei soliti paesaggi, ma perché ne abbiamo realmente bisogno, è la giusta motivazione. Sarà che qualcuno lo fa più spesso perché ce l’ha scritto nel DNA (il gene DN4-7R, è correlato alla curiosità e influisce sul livello di dopamina nel cervello così che, chi lo possiede, e secondo gli scienziati nel mondo sono due persone su dieci, risulta essere entusiasta quando parte per un nuovo viaggio), io lo faccio perché attraverso il viaggio conosco, faccio nuove esperienze, cresco e mi sfido.

Dicono che chi viaggia è una persona che in realtà ha una voglia matta di adattarsi e riadattarsi. Per fare ciò c’è bisogno di curare la propria forma fisica e quella mentale: essere sempre un po’ allenati, saper riposare quando è il momento, nutrirsi nel modo giusto, gestire le risorse a disposizione, affrontare le difficoltà impreviste, studiare la carta topografica, sapersi arrangiare anche in condizioni metereologiche avverse, senza paura della fatica.

Il viaggio non è una marcia nell’ignoto. Nel mio zaino non mancano mai un poncho impermeabile per acquazzoni improvvisi; una torcia perché il buio improvviso che limita il campo visivo e il muoversi nell’oscurità richiedono più coraggio; un coltellino svizzero per ogni necessità; un cordino; un rotolino di nastro adesivo; un accendino; un mini-kit di soccorso per banali ferite, vesciche, scottature, problemi intestinali; qualche sacchetto di plastica trasparente per contenere, per isolare, per riparare; una micro saponetta messa a disposizione negli alberghi per la pulizia personale improvvisa; occhiali da sole e cappellino con visiera tutto inserito in modo tale da poter essere sfilato velocemente senza fermarsi.

Ogni singolo elemento assume la sua importanza.

IMG_7726I viaggi in cui non tutto corre nel verso giusto sono quelli interessanti e piacevoli da raccontare: gli aneddoti migliori fanno seguito agli imprevisti e catturano l’attenzione.

Sono cresciuto guardando atlanti e mappamondi, puntando il dito indice su strade, mappe e destinazioni che forse un giorno avrei raggiunto. Da un’infanzia curiosa ho colto che non avrei saputo mai scegliere un posto del cuore, non è possibile sceglierne solamente uno.

 

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Dall’Africa al Circolo Polare Artico, io amo qualcosa di ogni posto che ho visto. E non mi sono mai sentito troppo straniero in nessun luogo. Forse sono un viaggiatore per istinto e come insegna la storia, siamo dei nomadi o lo eravamo, di sicuro i nostri antenati lo erano. La civiltà umana ha da sempre sostenuto grandi spostamenti.

Essere viaggiatore non è solo viaggiare. E’ anche una maniera di vivere.

Non si prende soltanto un aereo o un altro mezzo e si parte verso una destinazione da visitare spostandosi temporaneamente in un luogo diverso dal proprio: viaggiare è un modo di vedere e percepire l’ambiente circostante, averne rispetto rendendosi consapevoli dei pericoli dell’inquinamento e immergersi in un’altra vita, assaporare un’altra conoscenza, regalare parte di sé alle persone che si incontrano e ricevere in cambio parte di loro. “Chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta”: di ciò tutti riconoscono il valore e l’indubbio fascino.

Ma quali sono i vantaggi effettivi del viaggiare?

Fa bene alla mente, al cuore, al corpo e alla carriera; ci rende sorridenti, attivi, aperti ad accogliere quello che il mondo può offrire.

E’ la scienza a dimostrare che viaggiare è un’opportunità sulla strada della felicità e non solo un’impressione scontata.

Viaggiare soddisfa quella voglia di girovagare dal significato più profondo che indica anche il bisogno di scoprire luoghi sempre diversi e che gli americani definiscono “wonderlust”.

Viaggiando non si scappa dalla realtà quotidiana e dai problemi.

Andarsene dal luogo in cui trascorriamo la maggior parte del tempo consente alla mente di liberarsi e di divenire più conscia e più consapevole delle varie situazioni. In viaggio riusciamo a esternarci e a osservare dal di fuori ogni cosa, quindi a valutare con più razionalità e a trovare una soluzione. La distanza diventa così purificatrice e liberatoria per la mente.

Chi viaggia è più aperto e creativo. Anche solo spostarsi per lavoro ci rende tali: la ragione è che crearsi nuove abitudini o conformarsi a quelle locali, stare a contatto con la gente di un paese straniero e la loro cultura aziona quello che gli studiosi definiscono flessibilità cognitiva.Birmania_gen_2010 789

Il viaggio aumenta le connessioni neuronali e quindi l’efficienza del cervello. Chi viaggia molto ha una maggiore densità di neuroni in alcune zone cerebrali. Tutte le attività legate al viaggiare come percorrere sentieri sconosciuti, assaggiare per la prima volta il meglio della cucina locale, dallo street food alle zuppe senza farsi spaventare dagli insetti o da serpenti e roditori, imparare poche parole in un’altra lingua per farsi capire senza essere impeccabili, esplorare le usanze straniere (per poi scoprire il valore storico delle proprie!), assorbire le diversità, creano nuove connessioni, nuovi circuiti nel cervello stimolandolo. Anche la memoria ne trae vantaggio: viaggiare “migliora l’efficienza cerebrale dorsolaterale, molto importante per la memoria a lungo termine.”

 Viaggiare contribuisce pure ad aumentare l’autostima perché, secondo gli studiosi, migliora “il senso di controllo sulla propria vita”, espande l’abilità di relazionarsi con gli altri e “modifica la propria scala di valori”.

 A conclusione di questo articolo, voglio condividere con Robert Reid di Lonely Planet e dagli studi pubblicati, che i viaggiatori hanno numerosi vantaggi rispetto ai sedentari.

Per me che faccio del movimento la mia missione e la mia filosofia di vita, viaggiare è confrontarsi col proprio essere e con le proprie abilità.

IMG_5647Viaggiare inizia con un’idea, un desiderio: inizia dal momento in cui cominciamo a pensarlo, a idearlo per poi programmarlo. Da coach mi viene da dire che, se il nostro cervello comincia a viaggiare semplicemente immaginando la destinazione, ancor prima della reale partenza, allora è fondamentale visualizzare nella nostra mente l’intero percorso e noi imbarcati in una nuova sfidante avventura.

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