CONTRATTURA, STIRAMENTO O STRAPPO MUSCOLARE?

Succede più frequentemente agli adulti che sono meno “elastici” di giovani e bambini, facendo sport amatoriale o agonistico così come nella vita di tutti i giorni di procurarsi una contrattura, uno stiramento o uno strappo muscolare.

Sono tre tipi di trauma muscolare che vanno distinti per riconoscerli e risolverli.

La contrattura, lo stiramento e lo strappo, quest’ultimo definito di 1°, 2° o di 3° grado, sono considerati lesioni delle fibre muscolari. Ciò non significa che si verifichi in tutte tre le condizioni traumatiche una “rottura”, un’ interruzione della continuità muscolare, ma sicuramente uno stato alterato dell’equilibrio muscolare.

Vediamo insieme le differenze.

La contrattura muscolare rappresenta quella condizione di contrazione continua delle fibre muscolari che non si rilasciano per difesa. Poiché il muscolo è stato sottoposto a uno sforzo superiore alle sue possibilità di contrarsi, va in contrattura e così rimane per proteggersi da un ulteriore sollecitazione troppo intensa che causerebbe una lesione. 

Ciò provoca:

  • dolore (che insorge qualche ora o qualche giorno dopo il trauma);
  • rigidità muscolare;
  • perdita dell’elasticità;
  • limitazione funzionale, 

e toccandolo, il muscolo risulta più duro per l’aumentato tono muscolare.

La contrattura si verifica quando la muscolatura è affaticata e stanca già da un po’ di tempo e lo sforzo da compiere risulta elevato. Di fatto, la contrattura è una micro lesione del tessuto muscolare, ma nell’ambito delle lesioni funzionali che danno soltanto delle limitazioni, al contrario di stiramento e strappo che rappresentano invece delle lesioni strutturali ovvero anatomiche.

Allora, cosa fare?

La prima azione è di tenere a riposo il muscolo contratto anche quando si esclude la gravità del caso. Se la contrattura non è troppo rilevante ci si può aiutare da subito con un’automassaggio non energico, utilizzando creme, gel, pomate, olii a base di sostanze naturali insieme ad alcuni esercizi di allungamento lento e progressivo delle fibre muscolari rigide senza superare la soglia del dolore.

Quando la contrattura risulta invece dolorosa e limita le attività giornaliere, è allora consigliabile rivolgersi ad un fisioterapista

Una fisioterapia sia manuale che strumentale può rendere più veloci i tempi di recupero: taping, tecarterapia, laser a media e alta potenza, ultrasuoni, qualche massaggio decontratturante o una mobilizzazione nell’ambito della terapia manuale.

Dopo un trattamento fisioterapico il trainer può intervenire con gli esercizi di allungamento muscolare sia statico che dinamico da ripetere più volte nell’arco della giornata e insegnare l’ alternanza della contrazione e del rilassamento del muscolo. 

Anche alcuni esercizi generali di bassa intensità fanno ritrovare alla muscolatura contratta la sua condizione naturale di partenza. Dopo qualche seduta si consiglia di aggiungere esercizi di tipo aerobico a completamento del percorso rieducativo.

Lo stiramento è l’effetto di un allungamento brusco e rapido delle fibre muscolari oltre il loro limite fisiologico durante l’esecuzione di un gesto sportivo o di un movimento di importante impegno muscolare.

Non si provoca una rottura vera e propria, ma il dolore localizzato è improvviso e acuto anche se non al punto di interrompere l’attività in corso. 

Altri segni che si evidenziano sono:

  • la limitazione funzionale;
  • una discreta rigidità (dalla conseguente contrazione di riflesso all’allungamento);
  • una riduzione della forza muscolare.

Come porre rimedio?

L’applicazione del ghiaccio nell’immediato, il riposo evitando continue sollecitazioni alle fibre muscolari stirate, un prodotto in crema o gel ad uso topico sono i provvedimenti da prendere subito in autonomia.

Per essere certi dell’entità del trauma ed escludere lo strappo muscolare è sempre bene rivolgersi ad una figura competente come il fisioterapista, il proprio medico di base, il fisiatra, l’ortopedico, il medico dello sport.

L’esame diagnostico ecografico è elettivo per una precisa diagnosi, ma anche in assenza di questo è possibile valutare se e quando ricorrere alla fisioterapia strumentale (kinesiotaping, laser a media e ad alta potenza, tecarterapia, ultrasuoni a contatto) per rendere più veloci i tempi di recupero dello stiramento muscolare.

Dopo circa una settimana dall’evento traumatico si può procedere con la massoterapia decontratturante, la terapia manuale e con i primi esercizi di allungamento.

Si associa a questo punto del percorso il lavoro del trainer con un blando lavoro aerobico che parte dall’uso della cyclette o del tapis roullant per una camminata e con gli esercizi di allungamento secondo la tecnica PNF (Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation), in italiano “facilitazione propriocettiva neuromuscolare”,  che prevede l’allungamento muscolare in quattro fasi distinte:

  • portare il muscolo in allungamento in modo lento e graduale, sempre sotto la soglia del dolore;
  • contrarre il muscolo nella posizione di massimo allungamento per 15-20 secondi (contrazione isometrica);
  • rilasciare il muscolo per 5 secondi;
  • allungare il muscolo per altri 30 secondi:

Il lavoro aerobico può farsi via via più impegnativo con l’uso di altri attrezzi “cardio” come lo step, con l’aumento dell’intensità sul tapis roullant (camminata vigorosa e corsetta) e con gli esercizi di forza per ripristinare il trofismo muscolare.

Dopo due settimane dall’infortunio il soggetto può riprendere la sua vita attiva a pieno regime e lo sportivo le sue sedute di allenamento.

E infine arriviamo allo strappo muscolare o distrazione, vera e propria lesione delle fibre muscolari sottoposte a un esagerato impegno muscolare, ad un allungamento eccessivo, ad un’importante sollecitazione, durante uno scatto, una brusca e veloce azione o una contrazione improvvisa.

Il muscolo può risultare lesionato solo in alcune sue fibre (lesione di 1° grado), in una porzione consistente (lesione di 2° grado) oppure strappato interamente (lesione di 3° grado).

Lo strappo muscolare si caratterizza per il rumore della rottura (il “crac”, lo “stock”) percepito come un colpo forte al muscolo seguito da un dolore intenso e acuto e dall’avvallamento (il “buco”) della porzione muscolare lacerata.

Dopo un certo numero di ore si nota un versamento che a seconda del grado di lesione può presentarsi più o meno esteso, più o meno importante. Le caratteristiche dell’ematoma fino alla raccolta di sangue, il gonfiore e la rigidità del muscolo strappato possono dare subito la misura del danno.

La prima cosa da fare, oltre all’immediata sospensione dell’attività fisica sportiva o lavorativa in corso, è applicare il ghiaccio o un impacco freddo e rivolgersi ad uno specialista in traumatologia (ortopedico, fisiatria, medico dello sport) o al proprio medico di base per indagare la lesione. È probabile la successiva richiesta di un esame diagnostico elettivo come l’ecografia o la risonanza magnetica per la precisa valutazione della lesione e della prognosi. 

In caso di strappo muscolare sono generalmente indicati:

  • il riposo di alcune settimane; 
  • l’immobilizzazione e la compressione della parte lesionata;
  • lo scarico dell’appoggio con l’uso di stampelle quando lo strappo interessa la muscolatura degli arti inferiori;
  • la terapia fisica come tecarterapia, laserterapia o ultrasuonoterapia

L’azione tempestiva può evitare la formazione cicatriziale di fibrosità muscolari.

Lo strappo è un taglio delle fibre muscolari e il tessuto cicatriziale di riparazione che si forma tende infatti ad essere spesso rigido, toglie elasticità alle fibre muscolari ed espone il muscolo ad ulteriori traumatismi lesivi.

Ecco perchè l’intervento fisioterapico di terapia fisica diventa indispensabile, seguito dalla terapia manuale come il trattamento miofasciale per agire sul tessuto connettivo.

In caso di strappo bisogna attendere la 2ao 3asettimana dopo le cure mediche e fisioterapiche per iniziare il recupero attivo con esercizi aerobici (cyclette, tapis roullant, step) e la 3ao 4asettimana per il recupero attivo della forza grazie ad una serie di esercizi in isometria senza carico del peso e in isotonia con deboli carichi. 

Si passa poi a sollecitare il gruppo muscolare antagonista al muscolo lesionato fino ad arrivare agli esercizi in catena cinetica  chiusa (es. per arti inferiori come squat o leg press) per stimolare l’intera muscolatura dell’arto e non il solo muscolo lesionato.

Dopo la 4a– 5asettimana si procede con gli esercizi a resistenza elastica e  isocinetica per il recupero attivo di forza e trofismo muscolari.

[Andrews, Harrelson, Wilk. Physical Rehabilitation of the Injured Athlete, Philadelphia, 2004]

In caso di fibrosi dopo lo strappo muscolare ovvero ispessimento del tessuto connettivo nell’area della lesione che causa perdita dell’ elasticità e aderenze, utile è la fibrolisi con il foam-roller.

Il foam-roller permette con il passaggio ripetuto sulla parte rigida (mai superare la soglia del dolore!) di rompere i tessuti fibrotici e migliorare la distensione delle fibre muscolari e fasciali.

Ci sono persone più soggette ai tre infortuni muscolari appena descritti, soggetti più predisposti che non sempre sono agonisti dello sport o sportivi amatoriali. Anche i sedentari e le persone che non praticano attività fisica possono vivere l’esperienza della contrattura, dello stiramento o dello strappo muscolare come gli sportivi.

Questi i fattori condizionanti:

  • hanno dei disequilibri tra gruppi muscolari, vizi posturali o blocchi articolari che compromettono il lavoro muscolare non consentendo contrazioni e rilasciamenti completi delle fibre muscolari;
  • presentano un’ asimmetria degli arti (quando sono interessati gli arti inferiori);
  • compiono movimenti bruschi per la velocità di esecuzione (in particolare la velocità di accelerazione) sollecitando i muscoli in maniera eccessiva rispetto alla propria forma fisica;
  • si trovano a condizioni atmosferiche particolari e a temperature basse, magari senza badare all’abbigliamento tecnico o consono al freddo, nelle quali la muscolatura è già rigida in partenza e predispone ai 3 tipi di infortuni;
  • eccedono nell’affaticamento;
  • trascurano il fatto che la muscolatura posso essere stanca, affaticata e di conseguenza rigida ed esposta alle lesioni prima ancora di sottoporla ad un lavoro;
  • in ambito sportivo dimenticano il riscaldamento o lo rendono inadeguato, e così pure il defaticamento;
  • non dedicano attenzione agli esercizi di allungamento muscolare (stretching).

Funzionalmente, contrattura, stiramento e strappo avvengono quando il muscolo interessato si trova in contrazione eccentrica (tensione della fibra muscolare in allungamento) e ciò accade soprattutto ai muscoli flessori del ginocchio, la loggia posteriore alla coscia (ischio-crurali, bicipite-femorale), agli estensori del ginocchio, la coscia anteriore (quadricipite, sartorio, retto femorale), agli adduttori, al polpaccio (soleo, gastrocnemio), ma pure a collo e spalle (trapezio), ai pettorali e alla zona dorso-lombare della schiena.

Il riscaldamento e il defaticamento sono i momenti di preparazione e conclusione dell’ attività fisica, ma pure lavorativa, molto spesso trascurati. 

Sono due fasi distinte che devono essere personalizzate e che variano a seconda delle condizioni psico-fisiche del soggetto nonché di quelle meteorologiche e ambientali.

Il riscaldamento è indispensabile ad innalzare la temperatura corporea per rendere più veloci tutte le reazioni biochimiche dell’organismo e per eliminare l’attrito favorendo lo scorrimento delle parti durante l’esecuzione del movimento. Con il riscaldamento si innalza inoltre la frequenza cardiaca: l’aumentato battito del cuore favorisce un maggior trasporto di sangue e di conseguenza di ossigeno ai muscoli sottoposto allo sforzo.

Un insufficiente riscaldamento (che prevede anche cauti esercizi di allungamento statico e dinamico fatti a caldo) può compromettere il funzionamento dell’apparato muscolo-scheletrico: la viscosità tendinea e muscolare rimane alta facendo perdere l’elasticità nel movimento.

Venendo a mancare la flessibilità, la tensione eccessiva sull’unità muscolo- tendinea può causare l’infortunio che si manifesta nei tre casi sopradescritti.

Il defaticamento comprende gli esercizi di allungamento dei vari fasci muscolari volti a ripristinare le condizioni di partenza, prima dello sforzo muscolare.

I più importanti per gli arti inferiori sono: 

  • allungamento del polpaccio (composto dai muscoli gemello interno e esterno e soleo) > in piedi appoggiare le mani ad una parete con le braccia tese, tenere estesa una gamba con piede ben vincolato a terra mentre l’altra è piegata e permette al bacino di avanzare; gestire la tensione muscolare mantenendola per circa 60 secondi.  
  • allungamento specifico del soleo > la posizione è analoga all’esercizio precedente, procedere piegando anche il ginocchio della gamba che ha il piede vincolato dietro.
  • allungamento del quadricipite > in piedi con una mano in appoggio ad una parete, impugnare il piede della gamba controlaterale e flettere il ginocchio portando il tallone, per dietro, al gluteo; mantenere la posizione per 20 – 60 secondi.    

Prevenire gli infortuni come la contrattura, lo stiramento e lo strappo muscolare è sempre meglio che curare. Ed è compito del trainer esperto in scienze motorie guidare le persone ad avere una buona forma fisica di base per praticare attività fisiche sportive o lavorative adeguate alla propria preparazione, e a decidere di dedicare brevi intervalli di tempo al riscaldamento e al defaticamento. 

Stimolare i fasci muscolari con precisi ed adeguati esercizi fisici, favorire l’escursione articolare, l’elasticità muscolare, la forza e la resistenza (lavoro aerobico) sono i prerequisiti per una funzionalità muscolare ottimale ed un minor rischio di infortuni e traumi muscolari.

[Il materiale pubblicato consente un rapido accesso alle informazioni e ai suggerimenti dati per ogni relativo argomento. Tali indicazioni non si sostituiscono al parere medico e tecnico specialistico in ambito sanitario]

1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

EFFICIENZA FISICA CON L’ATTIVITÀ FISICA

Ci chiediamo mai quale sia il livello della nostra efficienza fisica quando abbiamo il fiato corto nel correre a prendere il treno o il bus, se facciamo qualche rampa di scale, se portiamo con fatica borse o pacchi pesanti?

Ci domandiamo ogni tanto se il nostro organismo funziona bene, se abbiamo una buona forma fisica o se abbiamo bisogno invece di darci una mossa?

Perché avere efficienza fisica significa svolgere tutte le attività quotidiane dal lavoro alla scuola, dalla casa al tempo libero, dall’assistenza agli spostamenti per andare e tornare, dalla spesa ai lavori domestici fino al gioco e allo sport con una certa energia e senza eccessivo affaticamento.

Ma non basta. Avere una buona efficienza fisica vuol dire anche essere nelle condizioni di poter far fronte agli imprevisti, a quelle richieste di maggiore energia rispetto lo standard giornaliero (come accelerare il passo perché in ritardo o spalare la neve dopo una abbondante nevicata o spostare qualcosa di ingombrante, per esempio!).

L’efficienza fisica non è soltanto godere di buona salute perché l’organismo non è malato e funziona regolarmente. Non è solo uno stato di benessere psicofisico che ci fa stare bene, ma una condizione fisica ottimale in cui siamo in grado di portare a termine le incombenze, i doveri e i piaceri quotidiani con sufficiente energia, serenamente.

L’efficienza fisica va distinta più nel dettaglio in efficienza fisica per la salute ed efficienza fisica per la prestazione. 

[“Definizioni e componenti dell’efficienza fisica e del benessere“, 05.2020 Bellucci M. – RAICultura] 

Cosa si intende?

Si distingue una condizione di efficienza fisica per garantire la salute quando le sue 5 componenti ovvero:

  • la funzionalità cardiorespiratoria
  • la composizione corporea
  • la forza
  • la resistenza muscolare 
  • la flessibilità 

sono tutte rispettate. 

Soprattutto nell’adulto e nell’anziano la scarsa rappresentazione di questi 5 parametri di riferimento porta lentamente e inesorabilmente alla compromissione dello stato di salute, della qualità della vita e all’insorgenza di malattie da ipocinesia cioè da mancanza di movimento.

Si distingue poi un’efficienza fisica per la prestazione intendendo quella condizione ideale nell’ambito dello sport, della competizione, delle performance fisiche in cui altre 5 componenti devono essere sviluppate con l’allenamento: 

  • l’agilità
  • la velocità
  • la potenza intesa come forza esplosiva
  • la coordinazione neuromuscolare 
  • l’equilibrio.

Nel bambino l’efficienza fisica per la salute e l’efficienza fisica per la prestazione si equivalgono mentre già dall’adolescente e poi nell’adulto e nell’anziano si distinguono.

In questo articolo voglio circoscrivere soltanto il tema dell’efficienza fisica (Physical Fitness) per la salute perché una buona efficienza fisica consente al nostro corpo di rallentare i processi degenerativi legati all’invecchiamento e alla scarsa funzionalità di organi, apparati e sistemi, in una parola, di stare in salute.

Essere efficienti fisicamente significa prima di tutto desiderarlo e volontariamente sviluppare quelle abilità assopite mantenendosi attivi nel tempo. 

Come farlo? 

Bisogna ricercare uno stile di vita attivo e pertanto più sano che oggi rappresenta l’obiettivo del presente e del futuro per contrastare le conseguenze dell’ipocinesia in questo periodo ancora più diffusa e aggravata dalla pandemia da covid (limitazione degli spostamenti fisici, palestre chiuse, diffusione dello smartworking, ambiti sportivi ridotti nelle attività, scuola online, ecc.)

Per raggiungere un buon livello di efficienza fisica non basta certo dedicarsi a qualche passeggiata (attività motoria fondamentale per un sedentario o un inattivo che decide di iniziare!), ma bisogna soddisfare tutte le componenti che caratterizzano l’efficienza fisica (funzionalità cardio respiratoria, composizione corporea, forza, resistenza muscolare, flessibilità).

Nello specifico:

  • la funzionalità cardiorespiratoria indica l’avere il fiato in ogni attività, in ogni sforzo o impegno muscolare al quale il nostro corpo è sottoposto. Tale funzionalità è necessaria a fornire costantemente energia all’organismo durante il prolungarsi dell’attività. 
  • la composizione corporea riguarda il rapporto tra la massa magra (muscolatura) e la massa grassa (grasso corporeo) in un giusto equilibrio, la presenza di liquidi e il peso corporeo in una situazione di normo peso. 
  • la forza rappresenta la capacità del muscolo di produrre e attivare la massima tensione muscolare nel sollevare, spostare o tirare pesi
  • la resistenza consente di eseguire continue contrazioni per periodi di tempo prolungati senza cedere, senza mollare mai
  • la flessibilità muscolare e articolare favorisce l’esecuzione del movimento fino alla sua massima ampiezza e non con limitazioni. In una parola, l’essere sciolti, svincolati e non rigidi.

Rispettare questi cinque parametri significa raggiungere una vera efficienza fisica.

Si tratta quindi di muoversi, di attivarsi di più perché l’attività fisica può ottimizzare i benefici per la salute se

  • viene praticata sempre regolarmente, per tutta la vita
  • comprende un impegno da parte della maggior parte dei muscoli del corpo, non solo quelli degli arti inferiori (per camminare o correre ad esempio)
  • si estende alle più svariate attività fisiche
  • contribuisce ad un dispendio energetico calorico giornaliero
  • include anche momenti di intensità più elevata.

La sedentarietà, l’inattività (leggi l’articolo del blog “Sedentari o inattivi?”), l’invecchiamento, il decadimento fisico causato dall’ipocinesia (mancanza di movimento) compromettono l’efficienza fisica poiché agiscono su tutte le sue componenti deteriorandole e riducendole.

Il risultato è la stanchezza fisica, la fatica, condizione in cui siamo incapaci di compiere un gesto, di portare a termine un lavoro sul piano fisico per mancanza di energia e per una diminuita prestazione muscolare.

Appare chiaro allora che soltanto una corretta e adeguata attività fisica può ripristinare o mantenere l’efficienza fisica di un individuo, a qualunque età.

L’impegno fisico deve essere graduale e dosato (leggi l’articolo del blog “Posologia dell’esercizio fisico”) in base alle caratteristiche di ciascun soggetto e alle sue condizioni fisiche.

L’attività fisica comporta nel tempo quegli adattamenti fisiologici necessari per il raggiungimento di una buona efficienza fisica:

  • I tessuti, gli organi, gli apparati e i sistemi del nostro corpo si adattano con tempi diversi agli stimoli dell’attività fisica 
  • l’apparato locomotore ha un adattamento rapido con un conseguente aumento della massa muscolare e del suo tono grazie ad una migliore sintesi proteica, l’idratazione dei tessuti è ottimale soprattutto del collagene 
  • migliora il metabolismo delle cartilagini con il conseguente ispessimento, con articolazioni più nutrite e lubrificate dal liquido sinoviale
  • migliora il metabolismo del calcio e quindi delle ossa con una maggiore densità ossea e capacità di resistenza meccanica (ossa più dure e resistenti). 

Con un adattamento a più lungo termine anche gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio migliorano

  • il cuore pompa meglio e di più grazie all’aumentata capacità contrattile, in conseguenza a ciò la gittata cardiaca aumenta mentre diminuisce la frequenza cardiaca a riposo
  • i vasi sanguigni diventano più elastici grazie al miglior trofismo e i capillari conducono più sangue anche in periferia, diminuiscono le resistenze periferiche e la pressione arteriosa
  • la capacità respiratoria si ottimizza grazie all’ampiezza degli atti respiratori e all’espansione della gabbia toracica così da favorire il trasporto di ossigeno nel sangue attraverso la rete capillare in ogni minima parte del corpo.

Il nostro organismo si adatta progressivamente ad una attività fisica personalizzata (che deve essere costante e regolare) purché guidata dalle figure competenti come i trainer, i medici specialisti, i fisioterapisti nella durata, nell’intensità, nella qualità, quantità e modalità. [Zambelli S. “La strada per l’efficienza fisica”, Fitness & sport]

Muoversi di più, praticare più attività fisica significa fare un primo passo verso uno stile di vita attivo per poi decidere di puntare anche ad una migliore efficienza fisica.



1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

ABBIAMO UN CORPO FATTO PER MUOVERSI!

Abitiamo il nostro corpo per un’intera esistenza e diamo per scontata la meraviglia del suo funzionamento. E non siamo al corrente che il nostro corpo è un compromesso tra forza e mobilità.

Ma come siamo riconoscenti a questo prodigio della natura? 

Buona parte di noi praticando poca attività fisica, non curando troppo l’alimentazione, lasciandolo appesantire e ammalare lentamente.

L’importanza di muoverci, soprattutto per garantirci una vita sana ha una sua storia che si rivela solo alla fine degli anni Quaranta con uno studio condotto in Gran Bretagna sui conducenti e bigliettai degli autobus a due piani di Londra.

Il dott. Morris del Medical Research Council si era reso conto che ogni giorno in ciascun mezzo di trasporto a due piani c’era un conducente che trascorreva l’intera sua giornata lavorativa stando sempre seduto e un bigliettaio che, al contrario, stava tutto il tempo in piedi e non solo, ma saliva e scendeva i gradini tra i due piani dell’autobus innumerevoli volte durante il suo turno di lavoro.

Il dott. Morris studiò per due anni i due gruppi di 35.000 conducenti e bigliettai a confronto per capire quanto l’aumento dell’incidenza di infarto e coronaropatia si associasse al livello di attività fisica fatta. Scoprì che, pur tenendo conto di molte variabili e, a prescindere dalla loro forma fisica, i conducenti presentavano il doppio delle probabilità di avere un infarto, perché sedentari, rispetto ai bigliettai sempre in movimento.

Era la prima volta, in una Gran Bretagna che si stava riprendendo dal conflitto mondiale, che uno studioso dimostrava il legame diretto e misurabile tra attività fisica e condizione di salute.

Dagli anni 40 in poi gli studi per avvalorare la tesi che muoversi di più produca innumerevoli benefici ci sono moltiplicati.

Non c’è organo, apparato o sistema nel nostro corpo che non abbia influenze positive dalla pratica dell’attività fisica.

Camminare con regolarità e costanza, ad esempio, riduce il rischio di infarto, di ictus e di diabete, rafforza le ossa e potenzia il sistema immunitario, stimola la produzione e regolazione degli ormoni, abbassa notevolmente le probabilità di tumori come quello al seno e al colonretto, migliora l’umore, ritarda l’invecchiamento e la senilità.

Se scoprissero un farmaco con gli effetti di un’attività fisica di moderata intensità (leggi l’articolo del blog “Movimento nuovo farmaco”) il successo sarebbe a livello mondiale.

Quanta attività fisica occorre fare, dunque?

Certo non esiste un numero preciso e universale perché qualunque tipo di attività fisica fa bene, in realtà, se adatta alle proprie caratteristiche e praticata con costanza nel tempo. E anche se da anni l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si batte per coinvolgere tutte le fasce di popolazione e di età con una precisa quantità di attività fisica raccomandata (leggi l’articolo del blog “La piramide dell’attività fisica”), c’è da precisare che gli stessi obiettivi consigliati e quantificati sono stati definiti tali perché generalmente alla portata di tutti e non per le reali capacità delle persone.

Il problema è che di esercizio fisico ne facciamo davvero poco e soprattutto non con regolarità e costanza.

Per essere i discendenti di antenati cacciatori-raccoglitori che in media percorrevano circa 30 km al giorno e che avevano corpi snelli e atletici per attivarsi quasi sempre, noi siamo molto lontani dall’assomigliare a loro.

I nostri progenitori, inoltre, per far fronte a periodi di magra, immagazzinavano i grassi come riserva di carburante, mentre noi abbiamo grasso stoccato nel nostro corpo per affrontare una vita sedentaria senza movimento!

Di scorte addosso ne abbiamo molte e tanti di noi, da non rendersene più conto. E dato che la capacità di adattamento è tipica dell’uomo, oggi tutti adattiamo il nostro comportamento (quello di accettarsi sovrappeso perché sedentari e inattivi! Leggi l’articolo del blog “Sedentari o inattivi?”) ad un modello che è socialmente condiviso.

Si ingrassa ovunque, nel mondo, per mancato movimento. Ma i dati statistici più interessanti relativi alla popolazione degli Stati Uniti sono quelli riguardanti l’aumento di massa: una donna pesa in media oggi quanto un uomo nel 1960! In sessant’anni il peso medio di una donna è salito da 63,5 a 75,3 kg e quello medio di un uomo da 75,3 a 89 kg. D’altra parte non ci vuole molto a ingrassare: senza attività fisica che lo bruci anche un biscotto alla settimana si trasforma in un kg di peso in più all’anno!

Il risvolto drammatico è che molti bambini sovrappeso oggi saranno obesi domani con un conseguente accorciamento della loro vita rispetto ai propri genitori per disturbi legati al peso.

Si sa che dimagrire è difficile, ma come minimo, ed è veramente il minimo che si possa fare, dovremmo alzarci più spesso e muoverci un po’.

Alzarci dalla sedia o dalla poltrona brucia 107 calorie all’ora, camminare ne brucia circa 180. In uno studio condotto con dei volontari che sperimentavano una serata a guardare la televisione, si ha avuto come risultato il consumo di 65 calorie in più all’ora cioè circa 240 nell’arco della serata per coloro che ad ogni pausa pubblicitaria si alzavano dal divano e gironzolavano per la stanza muovendosi liberamente.

Anche solo stare più a lungo in piedi rispetto a chi sta a lungo seduto senza fare interruzioni comporta un consumo di energia maggiore (leggi l’articolo del blog “Perché troppo fermi e seduti fa male?”).

Il solo esistere comporta un certo dispendio energetico. Come riferisce James Levine esperto di obesità alla Mayo Clinic e all’Arizona State University la “termogenesi da attività non associata all’esercizio fisico”  rappresenta il consumo calorico di base in una qualunque giornata. Così cuore, cervello e reni ne consumano circa 400 al giorno, il fegato ne consuma 200, ma questo non giustifica l’inattività.

Muoversi di più dà suoi risultati in termini di benessere e di salute, ma ciò che sembra davvero rilevante è che chi ha l’abitudine di fare costantemente attività fisica tende ad avere anche uno stile di vita più sano, a curare l’alimentazione misurandone le quantità e la qualità e ad ottenere quei risultati di migliore forma e condizione fisiche che stando seduti non ci sarebbero.

L’attività fisica costante e una corretta alimentazione non garantiscono una vita più lunga, ma aumentano la probabilità di averla, la vita e una vita di certo migliore!

* da “Breve storia del corpo umano” – Bill Bryson – Ugo Guanda Editore


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

LA PIRAMIDE DELL’ATTIVITÀ FISICA

La dimensione biologica e naturale di ogni soggetto, la sua corporeità, la sua caratteristica motricità indicano l’appartenenza ad una determinata specie: per l’uomo quella umana.

Ma spesso l’uomo dimentica che la struttura del suo corpo, le abilità fisiologiche di camminare, correre, arrampicare (a cui seguono tutti i movimenti necessari alla sua sopravvivenza) e la sua salute consentono di essere quell’individuo evoluto che si muove per vivere la vita.

Siamo fatti per muoverci e questa distintività non l’abbiamo ancora persa.

Nel regno animale osserviamo specie che hanno adottato tecniche diverse di movimento in base alle loro specifiche strutture morfologiche specializzate e all’ambiente in cui vivono. Così ci sono animali che nuotano, che volano, che corrono, che strisciano, che saltano, che arrampicano o che non si muovono affatto.

Che ne è di loro se non possono fare ciò per cui sono fatti?

Sappiamo a quali conseguenze vanno incontro gli animali tenuti in cattività (disadattamento con ripercussioni sulla loro salute e integrità) oppure quando sono limitati negli spostamenti causa l’estendersi delle aree ad alta antropizzazione (presenza dell’uomo e delle sue costruzioni) o quando, con meno spazio disponibile e meno movimento non possono procurarsi cibo, interagire con i propri simili e con altre specie, quando non sono in grado di assicurare la persistenza della loro specie.

Perché l’uomo non si interroga abbastanza sulle conseguenze che il mancato movimento ha sulla sua condizione psicofisica?

Muoversi poco o nulla è un po’ come congedarsi dalla specie umana, non appartenervi più e perdere la propria identità naturale.

Non basta pensare che entrare nella modalità sedentaria e inattiva (leggi l’articolo del blog “Sedentari o inattivi?”), faccia perdere, per logica, tono e trofismo muscolari (diminuzione della massa magra) lasciando il posto al tessuto adiposo (aumento della massa grassa), faccia calare la prestazione fisica generale o sportiva con perdita della forza, della resistenza, della flessibilità e dell’equilibrio, porti ad un graduale aumento del peso corporeo, condizioni il nostro cervello al punto da renderlo, alla lunga, meno reattivo con una diminuzione dei livelli di attenzione, concentrazione, memoria, una minore produzione di endorfine (gli ormoni del buon umore)…

Perché l’attività motoria rappresenta lo stimolo biologico vitale affinché tutte le componenti del nostro organismo mantengano la capacità di funzionare. La capacità funzionale dei nostri organi, apparati e sistemi è consentita, infatti, da un corpo che si muove regolarmente: ciò è garanzia di salute.

L’uomo è passato dall’essere attivo fisicamente fin dalle sue origini ad essere invece prevalentemente attivo cerebralmente, senza permettere all’organismo di riprogrammare un nuovo adattamento biologico che consenta di sostenere sedentarietà e inattività quale nuovo stile di vita.

Le cosiddette attività sedentarie come lavorare (leggi l’articolo del blog “Sopravvivere allo smartworking con l’attività fisica”) stando a lungo seduti (leggi l’articolo del blog “Perché troppo fermi e seduti fa male?”) o in posizione reclinata, guidare, leggere, usare il computer, spostarsi sui mezzi di trasporto, ecc. riguardano ormai intere popolazioni.

Ma quanto e come muoversi lo stabilisce già da tempo la piramide dell’attività fisica con le sue regole da seguire per uno stile di vita salutare, sia per gli adulti che per i bambini. 

Come una piramide, infatti, l’attività fisica da praticare va distinta a partire dalla base fino ad arrivare al vertice

Alla base si colloca tutta l’attività motoria quotidiana di moderata intensità comune a tutti come camminare, andare in bicicletta, salire e scendere le scale, giocare, ballare, portare a passeggio il cane, occuparsi di lavori domestici, di manutenzione, di giardinaggio, attivarsi nei vari hobby, ecc. che va fatta ogni giorno, costantemente. 

Così, usare meno l’automobile o i mezzi di trasporto, allungare i tragitti a piedi o in bicicletta, portare le borse della spesa, evitare scale mobili e ascensori deve diventare il pretesto per muoversi di più, ogni santo giorno e combattere i comportamenti sedentari.

Salendo la piramide, dopo le attività di base, troviamo quelle motorie e sportive dalla minor frequenza settimanale (da “La piramide dell’attività fisica” magazine – Fondazione Umberto Veronesi).

Per uno stile di vita più attivo dovremmo dedicarci da 2 a 5 volte alla settimana alle attività ricreative come le camminate a passo sostenuto per almeno 30 minuti, le escursioni, il nordic walking, il giardinaggio, ecc. e allo sport, comprendendo esercizi di forza, di resistenza, flessibilità, ecc. fino ad arrivare all’apice della piramide con le attività sedentarie da gestire con l’alternanza a qualche esercizio fisico ogni 30-60 minuti. 

Bisogna precisare che attività fisica e sport non sono la stessa cosa.

Lo sport rappresenta tutte quelle forme di attività fisica individuale o di squadra organizzate secondo regolamenti precisi allo scopo di migliorare le condizioni psicofisiche della persona che le pratica, di sviluppare le relazioni sociali e di conseguire risultati prestativi nelle competizioni sia a livello amatoriale che professionale.

L’attività fisica è definita invece come qualunque movimento e sforzo fisico eseguiti dall’apparato muscolo-scheletrico sotto il controllo del sistema nervoso che comporta un dispendio energetico superiore a quello della condizione di riposo.

Perciò fare attività fisica non significa fare sport così come praticare uno sport non sostituisce quell’attività motoria che sta alla base della piramide e che va fatta quotidianamente.

L’attività fisica giornaliera deve essere considerata una parte preponderante della nostra vita di tutti i giorni, anche senza programmazione od orari, ma costante, sempre.

Ogni persona ha un livello di attività fisica a cui orientarsi che dipende dall’età, dalle condizioni psicofisiche, dall’esperienza di movimento. Ciò significa che oltre al tipo di attività fisica, contano l’intensità e la durata, in una parola il dosaggio (leggi l’articolo del blog “Posologia dell’esercizio fisico”) che è strettamente personale.

Ma se risulta complicato misurare la quantità di attività fisica da svolgere, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’OMS già dal 2010 la stabilisce per 3 fasce di età:

  • bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni devono svolgere almeno 60 minuti di attività moderata-intensa ogni giorno includendo esercizi per la forza (espressi in giochi di movimento o attività sportive) almeno 3 volte alla settimana;
  • adulti dai 18 ai 64 anni devono dedicare almeno 150 minuti alla settimana all’attività moderata o 75 minuti all’attività intensa con esercizi di forza da fare almeno 2 volte alla settimana;
  • anziani dai 65 anni in su hanno le stesse indicazioni degli adulti con l’aggiunta di esercizi per l’equilibrio per prevenire le cadute.

Il ruolo dell’attività fisica lungo l’intero arco della vita è fondamentale per garantire la salute e il benessere di ogni società.

Le limitazioni dovute al covid, oggi, hanno chiaramente fatto capire che muoversi un po’ ogni giorno in sicurezza e in modo anche del tutto personale e creativo è di vitale importanza.

Ecco perché le nuove linee guida 2020 dell’OMS, oltre a ribadire alcuni concetti già espressi in precedenza:

  • una minima quantità di attività fisica è meglio di niente;
  • muoversi di più consente di ottenere ulteriori benefici per la salute;
  • every move counts, qualunque forma di movimento conta;

aggiungono le indicazioni e i livelli raccomandati di attività fisica ad altri tre gruppi specifici:

  • donne in gravidanza e nel post parto devono svolgere almeno 150 minuti settimanali di attività fisica aerobica di moderata intensità (se non ci sono controindicazioni) ed esercizi di flessibilità
  • adulti e anziani con condizioni croniche (pazienti oncologici, individui con ipertensione o diabete di tipo 2, soggetti HIV-positivi); 
  • persone con disabilità.

Questi due ultimi gruppi devono riferirsi alle fasce d’età corrispondenti e all’indicata attività fisica salvo specifiche controindicazioni.

In generale si raccomanda a tutti una riduzione del tempo di inattività e un incremento dell’attività fisica per bilanciare i comportamenti sedentari

La sedentarietà è aumentata a seguito della pandemia e l’OMS evidenzia che chiunque, di qualunque età e abilità, può essere fisicamente attivo e che ogni movimento conta (“every move counts”).

I benefici dell’attività fisica, si sa, sono innumerevoli e solo per citarne i principali:

  • mantiene efficiente l’apparato muscolo scheletrico e con il miglioramento di tono e trofismo muscolare contribuisce anche sul piano estetico;
  • tiene sotto controllo il sovrappeso e l’obesità bruciando i grassi e regolando il tasso di colesterolo nel sangue;
  • migliora l’efficienza cardio-vascolare oltre che la tolleranza allo sforzo fisico;
  • potenzia il sistema immunitario difendendo l’organismo da infezioni e patologie;
  • influisce positivamente sulla psiche regolando il sonno, combattendo lo stress e la depressione, migliorando l’attenzione e il rendimento giornaliero;
  • previene molte malattie, limita il consumo di farmaci, regola il sistema ormonale.

Oggi a seguito delle limitazioni imposte dalle misure di sicurezza contro il covid e dello stile di vita moderno, movimento e impegno fisico sono sempre più contenuti. La conseguenza è una ridotta spesa energetica giornaliera ovvero meno ci muoviamo, meno consumiamo! (nb: il 30% del consumo energetico quotidiano dovrebbe essere attribuito all’attività motoria).

Proprio per questo la piramide dell’attività fisica simbolicamente indica che la base che sostiene il tutto deve essere rappresentata dal movimento regolare,  quotidiano e costante del nostro corpo

Muoversi garantisce la salute!


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

LE 3 REGOLE PER UN NATALE IN MOVIMENTO

Quest’anno l’arrivo delle festività natalizie in piena pandemia da covid ci trova orientati e obbligati ad aggregarci di meno, a festeggiare un po’ sottotono e a non dedicarci troppo lo shopping.

Gli anni passati era facile in questo periodo abbandonare i buoni propositi di fare attenzione al cibo e di non sospendere l’attività fisica perché troppo impegnati in feste, bicchierate, convivi, pranzi e cene di lavoro.

Ma questo Natale festeggiamo mangiando e bevendo di meno? E ci riproponiamo di muoverci di più?

Qualunque sia il Natale che ci aspetta non deve preoccupare il piatto ipercalorico delle feste, i condimenti utilizzati, l’eccesso di zuccheri o di grassi, ma la mancanza di movimento, la frequente, scarsa motivazione ad attivarci un po’ di più e il conseguente ridotto consumo delle calorie accumulate.

A volte basta pianificare brevi momenti di esercizio fisico al giorno prima di abbandonare tutto rinviando l’impegno all’anno nuovo (leggi l’articolo del blog: “Da Domani Mi Muovo, il libro”).

Attivarci durante le festività non significa prevedere lunghe sessioni di esercizi o interminabili camminate che portano via molto tempo, ma quei 20-30 minuti di attività fisica in una sola volta o suddivisi in più momenti da pochi minuti durante la giornata in cui dedicare il corpo al movimento.

Ci sono 3 regole da conoscere per orientarci ad un Natale movimento!

1° regola. Mantenerci attivi dà l’avvio ad un metabolismo più accelerato ed efficiente, in grado di bruciare le calorie in sovrappiù, eliminare le tossine e abbassare il colesterolo “cattivo”. E, anche se il coinvolgimento a fare qualche esercizio fisico può essere davvero minimo purchè continuo, ogni giorno, ciò riduce il rischio di mettere su il chilo di troppo che non desideriamo, dà vigore ed energia al nostro corpo per affrontare meglio le giornate (e prepararci al nuovo anno che verrà!), elimina le tensioni, il nervosismo, lo stress e migliora l’umore.

La muscolatura, se allenata con costanza, ha bisogno di essere nutrita e questa richiesta provoca un innalzamento della disponibilità di calorie giornaliere. Così, aumentare il dispendio energetico attraverso l’attività fisica è un compenso essenziale per tenere il metabolismo basale sempre attivo e sedere a tavola senza grossi sacrifici.

Pur facendo attenzione alla qualità del cibo, alla genuinità dei piatti e al bilanciamento dei nutrienti, i pasti delle feste sono pur sempre più ricchi e più abbondanti rispetto il proprio fabbisogno soprattutto quando, pensando a muoverci, preferiamo il divano, la copertina in pile e un bel film…

La prima reazione che il nostro organismo sopporta ad un apporto calorico maggiore di cibo e bevande e all’inattività è la ritenzione dei liquidi interstiziali. Sodio e glucosio si concentrano nel sangue insieme agli altri nutrienti al punto da favorire l’aumento della pressione osmotica e del volume plasmatico. Così, con un volume del plasma sanguigno e dei liquidi presenti nei tessuti superiore rispetto agli altri momenti dell’anno, il peso corporeo sale. L’aumento del peso non deve preoccupare, ma solo allertare (l’analisi con la bioimpedeziometria – BIA rivela dati e valori precisi). Nell’arco di qualche giorno quel chilo/due se ne va fisiologicamente a meno che si continui a eccedere e a muoverci poco!

2° regola. Essere costanti nel praticare dell’attività fisica dovunque ci si trovi e più che mai in questo particolare periodo dell’anno. Un concentrato di festività tutte occasioni per mangiare e bere deve far riflettere: questo è il motivo per dare continuità e regolarità alla propria  attività fisica.

  • L’attività fisica prima delle feste mantiene il metabolismo attivo.
  • L’attività fisica durante le feste aiuta ad eliminare la ritenzione dei liquidi.
  • L’attività fisica dopo le feste consente il consumo e lo smaltimento di calorie e tossine in eccesso.

Aggiungere un’uscita, allungare le sedute di attività fisica contribuisce, oltre ad accelerare il metabolismo per bruciare di più, anche per fare più attenzione a ciò che si ingurgita e non lasciarsi portare ad esagerare.

Freddo, mal tempo e buio già nel pomeriggio, poi, non devono scoraggiare.

Queste sono condizioni che, stimolando energicamente l’organismo, consentono di dissipare, come un bruciatore, un maggior numero di calorie.

Avere qualche giorno di pausa dal lavoro a Natale o gestirci meglio lo smartworking può essere una buona occasione per praticare qualche attività fisica diversa. Senza gli orari lavorativi a cui sottostare, probabilmente si è in grado di allungare un po’ la durata dell’attività fisica in questione, magari all’aria aperta o di intraprendere qualcosa di nuovo favorendo così un aumento del dispendio energetico.

A chi piace la neve e a Natale non può sciare causa le disposizioni anticovid, non resta che utilizzare le ciaspole o racchette da neve oppure i ramponcini da applicare alle calzature per camminare nella neve lavorando sui pilastri della resistenza, della forza, dell’equilibrio e sull’agilità. Sulla neve si può anche riprendere lo slittino, a giocare costruendo pupazzi di neve oppure lanciandosi in una battaglia con le palle di neve per la gioia di adulti e bambini.

Chi pratica abitualmente attività fisica, può dedicarsi in questo periodo ad allenamenti meno intensi ma più lunghi del solito, purchè tra i 30-60 minuti minimo, al giorno.

3° regola. Moderazione. Questa regola vale sia per ciò che si butta giù tra assaggi, buoni piatti e bicchieri, sia per l’ attività fisica praticata nell’illusione di ottenere prima possibile i risultati desiderati (magari sudando esageratamente sotto tessuti che non traspirano!) o nel correre semplicemente ai ripari!

Moderazione significa limitare le porzioni, non toccare grissini e pane durante i pasti, alternare un bicchiere di acqua a uno di vino (l’alcool è zucchero e ha calorie!), scegliere il panettone anziché il pandoro che contiene troppi grassi e calorie e così via. Dovendo mangiare, inoltre, meglio preferire solo ciò che piace veramente, non fare il bis e masticare lentamente per assaporare a lungo il piacere.

Secondo recenti statistiche le festività natalizie portano nel 68% degli italiani dai 2 ai 3 kg di media, in più. Chi è già in sovrappeso corre un grosso rischio se cede a tutte le tentazioni gastronomiche. Si sa che prevenire è meglio di curare…

Farsi guidare da un bravo coach, un trainer oggi anche on-line per un programma personalizzato esclusivo considerando il peso, l’altezza la corporatura, l’età, l’essere uomo o donna, l’intensità di lavoro, ecc. può aiutarci a raggiungere l’obiettivo desiderato e a regalarci un Natale in salute.

E quando le palestre riaprono dopo questa lunga chiusura anticovid, impegniamoci per l’anno nuovo ad iscriverci per stare bene o continuare a stare meglio.

Buone feste!


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

QUANDO L’ATTIVITÀ FISICA MATURA UN INTERESSE COMPOSTO

Investire nell’attività fisica il proprio tempo, l’impegno fisico e talvolta una minima parte di denaro, si sa, è utile. L’obiettivo di stare bene, di apparire bene, di prevenire le più importanti e frequenti malattie metaboliche e cardiocircolatorie, di aiutare il sistema immunitario (leggi l’articolo Attività fisica e sistema immunitario) si raggiunge soltanto contrastando la sedentarietà e l’inattività (leggi l’articolo “Sedentari o inattivi”), in una parola, muovendoci di più.

Normalmente quando si parla di investimento si intende l’investire finanziariamente un capitale ovvero una certa quantità di denaro per ottenere degli interessi nel tempo. E quando gli interessi monetari maturati si aggiungono periodicamente al capitale di partenza investito per costituire insieme un nuovo capitale a sua volta investito, ecco che nasce l’interesse composto (compound interest). 

L’interesse composto o la capitalizzazione degli interessi è quel meccanismo che consente di generare interessi su interessi. Tale meccanismo si basa su una crescita esponenziale e non lineare come nel caso dell’interesse semplice. E la crescita esponenziale dell’interesse composto lascia intendere che non ci sia un limite: investire costantemente dimenticandosi di quel denaro investito porta alla lunga ad un risultato sorprendente. Ma il risultato necessita di lunghissime fasi temporali.

Cosa accade quando il nostro capitale non è il denaro, ma la nostra salute ovvero il nostro “capitale fisico”? E quando l’investimento è rappresentato dall’attività fisica?

Praticare ogni giorno dell’attività fisica con costanza, metodo e pazienza significa non vedere nell’immediato i risultati sperati nonostante lo sforzo quotidiano e la perseveranza. In fondo nessun corpo cambia, nessuno organismo guarisce, nessun fisico si scolpisce nel giro di ore, giorni o settimane!

Il tempo deve diventare il miglior alleato di chi si impegna con l’attività fisica.

Nell’attività fisica come nella finanza conta il medesimo principio: i risultati rapidi e facili non esistono.

Ci hanno sempre illuso di poter trasformare il nostro aspetto, di poter diminuire il peso, di riconquistare energia e salute in poco tempo facendo questo o quello, ma la verità è che tutto può accadere molto lentamente senza grandi risultati iniziali. Questo è il concetto di interesse composto.

Siamo abituati a porre l’attenzione solo sul risultato ultimo, il successo e la vittoria finali oppure ad attribuire quel traguardo alla fortuna. Ci si dimentica invece di ricordare i giorni, i mesi e gli anni di impegno quotidiano nel fare con costanza quegli esercizi dati dal proprio trainer, ad esempio, nel camminare o andare in bicicletta anziché usare l’automobile ecc. ecc.

Ed è proprio qui, in questo lungo processo che l’interesse composto matura.

Diamo un’occhiata al grafico:

A – rappresenta la condizione fisica di partenza che per molti significa tot kg. in più, pressione alta, disturbi articolari muscolari, glicemia e colesterolo elevati, stato ansioso o depressivo, ecc. ecc. ecc. 

B – rappresenta quel punto di arrivo strettamente personale in cui ci si sente bene, con più energia, con un bel aspetto fisico, lontani dal manifestare patologie, in una parola, in salute.

Se l’interesse composto fa evolvere in maniera esponenziale il capitale di partenza investito dopo un lungo periodo di tempo, anche la pratica costante di una routine giornaliera di esercizio fisico (camminare a passo sostenuto almeno 30 minuti, frequentare la palestra, ,eseguire al risveglio quei pochi ma importantissimi esercizi consigliati, sostituire la comodità di ascensori, scale mobili, mezzi di trasporto con un po’ di impegno fisico, ecc.) fa raggiungere i risultati desiderati, basta applicarsi.

E se la parola “interesse” rappresenta il “risultato” che vogliamo ottenere da un punto di vista fisico, l’aggettivo “composto”, apparentemente meno chiaro, rivela la “somma” di ciò che abbiamo guadagnato oggi (faccio un piano di scale con meno affanno), aggiunto a ciò che ho raggiunto ieri (1/2 kg in meno sulla bilancia), l’altro ieri (più energia a fine giornata), il giorno prima ancora (riesco a toccare con le mani la punta dei piedi piegandomi) e così via.

L’interesse composto applicato nell’ambito dell’attività fisica può davvero cambiare la nostra condizione di salute o forma fisica: ha solo bisogno di continuità nelle azioni intraprese e di un lungo tempo.

I risultati desiderati o a volte nemmeno previsti si vedono solo a lungo termine. La volontà di perseverare ogni giorno senza aspettarsi al momento niente in cambio è l’unico strumento a nostro vantaggio. 

L’interesse composto consente di moltiplicare il nostro stato di salute

Lo stesso processo d’interesse composto, però, avviene anche in senso negativo. Tanti momenti di inattività, di procrastinazione del fare attività fisica si sommano nel tempo dando risultati negativi. 

Così come quei pochi esercizi fisici fatti ogni mattino dopo il risveglio consigliati dal trainer (evitando il fai-da-te!) ci aiutano a mantenerci flessibili, la rinuncia a farli ci porta a diventare via via più rigidi. Così quell’esercizio terapeutico che il fisioterapista ci ha dato da fare una volta giorno per pochissimi minuti, indispensabile a dare stabilità alla nostra schiena evitandoci lo spiacevole blocco lombare, se non fatto perché ci scoccia o perché ci dimentichiamo, nel tempo causa l’ernia al disco o la spondilolistesi, per esempio, che richiederà magari l’intervento chirurgico o che causerà una grande limitazione al movimento. Così ancora il cucchiaino di zucchero nel caffè o nei caffè che beviamo ogni giorno (e potrebbero essere più di tre = tre cucchiaini di zucchero!) di per sé non ci fanno percepire di ingrassare nell’immediato, ma alla lunga, negli anni contribuiscono ad esporci al rischio di patologie metaboliche come il diabete di tipo 2 e così di seguito.

L’interesse composto della somma totale delle innumerevoli azioni fatte, una al giorno, a favore della nostra salute o a sfavore si renderà visibile e la nostra condizione fisica sarà decisamente trasformata in meglio o in peggio.

Certo è che in un orizzonte di tempo così lungo e lontano possono verificarsi delle cadute in basso, delle scivolate verso la rinuncia a fare gli esercizi, uno sgarro col cibo, ad esempio o il dolce far nulla all’insegna della pigrizia.

In fondo, come l’andamento di un investimento finanziario può risultare irregolare nel tempo perché a volte sale, volte scende oppure rimane stabile, così investire in salute dedicandosi all’attività fisica può subire delle oscillazioni lungo il percorso. 

Applicarsi ogni giorno un po’ è un atto di volontà e di responsabilità, ma è umano perdersi qualche volta in una sregolatezza. Fondamentale invece è perseverare nel tempo con l’attività fisica dando costanza alle azioni pur con i suoi alti e i suoi bassi, senza mollare mai.

Ecco perché è importante a volte iniziare con un impegno minimo di attività fisica al giorno, che per alcuni di noi può essere il gradino in più quando si sale le scale, un giro a piedi più lungo quando si va a camminare, l’esercizio di corpo proteso (plank) tenuto qualche secondo in più e così via. 

Poco impegno giornaliero è più facile da mantenere a lungo nel tempo perché il voler fare troppo fin da subito stravolgendo la propria vita (“vado ogni giorno in palestra per due ore, mi metto a seguire una dieta rigorosa, modifico le abitudini e abbandono la mia routine, mi impegno a dormire solo cinque ore per notte, ecc.”) non tiene conto degli imprevisti e fa saltare il programma.

Allora, se possiamo incrementare il nostro patrimonio finanziario nel lunghissimo periodo e sognare la ricchezza grazie all’interesse composto, nella stessa maniera possiamo aspirare a godere di una buona condizione fisica se ci applichiamo costantemente nell’esercizio fisico.


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

L’ATTIVITÀ FISICA È GIÀ UN VACCINO?

Si legge ormai ovunque che l’attività fisica insieme ad un corretto stile di vita rappresenti una delle più efficaci difese per il nostro organismo. Gli effetti di una dosata e quotidiana attività fisica (leggi l’articolo“Posologia dell’esercizio fisico”) a sostegno del nostro sistema immunitario si contano nella produzione di anticorpi. E un buon numero di anticorpi (elementi prodotti come armi di difesa dai linfociti che attaccano l’agente patogeno e aiutano il sistema immunitario a distruggerlo), come il vaccino, garantiscono una protezione. 

Ma non basta. Muoversi migliora la risposta di difesa agendo in maniera diretta sul sistema immunitario, mentre avere un corpo attivo, sano, forte, del giusto peso perché costantemente allenato, che garantisce un organismo reattivo e funzionante, rappresenta la maniera indiretta di agire sul sistema immunitario.

Godere di una buona salute immunitaria significa sentirsi protetti come con un vaccino così da resistere meglio agli attacchi degli agenti virali senza gravi conseguenze o ristabilendosi con facilità. E avere un sistema immunitario efficiente vuol dire essere persone in forma, non in sovrappeso, senza soffrire di malattie metaboliche croniche come il diabete di tipo 2, senza soffrire di disturbi cardiovascolari o di pressione alta o, ancora, di malattie polmonari (leggi l’articolo “Patologie croniche e attività fisica”).

La pandemia da Covid-19 ha rilevato che la maggior parte delle persone ricoverate in ospedale manifesta almeno tre di queste condizioni patologiche tra cui l’ipertensione, il sovrappeso e l’obesità, una malattia metabolica cronica in un quadro di età avanzata e inattività o sedentarietà.

Già il sovrappeso per mancanza di attività fisica crea un’infiammazione sistemica dell’organismo con il rilascio di quelle sostanze infiammatorie chiamate citochine. Anche l’invecchiamento crea un quadro simile di infiammazione e acidosi che comporta una vulnerabilità agli attacchi virali.

L’attività fisica regolare, prevalentemente di tipo aerobico come, per esempio, camminare a passo sostenuto per 30 minuti minimo fino a un’ora quasi tutti i giorni coadiuva il sistema immunitario nella sua azione protettiva e di difesa. 

E se per attività fisica intendiamo qualunque genere di movimento fisico realizzato dalla muscolatura del nostro corpo che implica un dispendio energetico da parte dell’organismo, allora anche andare in bicicletta, seguire un corso o un programma in palestra, praticare uno sport è ciò che ci risulta più comprensibile. Ma pure utilizzare il corpo per spostare, sollevare, riordinare, accudire come in ambito lavorativo, domestico, assistenziale o del tempo libero significa fare comunque attività fisica purchè con regolarità, con un’intensità e una durata sufficienti.

Al contrario, sedentarietà e inattività (leggi l’articolo “Sedentari o inattivi”) rappresentano quel comportamento, come stare a lungo seduti o sdraiati, il cui dispendio energetico è pari o inferiore all’1,5 dell’equivalente metabolico.

[Piano d’azione globale dell’attività fisica 2018-2030 “Persone più attive per un mondo più sano” testo tradotto a cura di R. Chiodo Karpisky, UISP Progetto Active Voice].

Muoversi poco o quasi niente ha un’influenza diretta sul metabolismo del glucosio, sul metabolismo generale e sul sistema cardiocircolatorio così da rendere l’individuo debole, vulnerabile e a rischio di patologie o contagi.

La persona attiva è colei che inserisce l’attività fisica nella sua routine quotidiana.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguardano i 150 minuti consigliati di attività fisica di moderata intensità alla settimana per gli adulti comprendendo quella impiegata per gli spostamenti, in ambito lavorativo e ricreativo e i 60 minuti di attività quotidiana da moderata a intensa per gli adolescenti.

Ovviamente gli effetti dell’attività fisica sulla fisiologia del sistema immunitario sono diversi a seconda che sia regolare, di media intensità oppure ad alta intensità. Ciò significa che il rischio di infezione soprattutto delle vie aeree superiori varia: è minimo quando l’attività fisica è moderata, è molto elevato quando il soggetto è sedentario e sale ancora di più quando il soggetto pratica un’attività fisica molto intensa e di lunga durata (sovrallenamento sportivo).

[SIMG Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie].

Un’intensa ed estenuante attività fisica o sportiva comporta, infatti, al termine della stessa e per la durata di un certo numero di ore (valore soggettivo), una ridotta concentrazione di linfociti.

Mentre i linfociti (cellule del sangue che appartengono ai globuli bianchi e producono anticorpi) si attivano nel sangue durante l’esecuzione dell’attività fisica per proteggere l’organismo, al termine invece, causa l’entità dello sforzo, riducono la loro azione immunitaria. È definito Open Window il fenomeno della durata massima di 72 ore in cui gli atleti e tutti coloro che fanno intensa attività fisica a livello agonistico o amatoriale subiscono un forte calo dell’attività del sistema immunitario.

Al contrario, un fisico di qualsiasi età stimolato regolarmente con attività fisica non troppo elevata che lo mantiene allenato è in grado di rispondere in maniera efficace alle sollecitazioni esterne e a eventuali contagi perché abituato a saper recuperare nella fase di riposo dopo l’attività fisica. 

Cosa significa ciò? 

Significa che durante lo svolgimento di attività fisica si creano delle microlesioni fisiologiche alle fibre muscolari che determinano uno stato infiammatorio. Tale infiammazione rappresenta una reazione immunologica naturale dell’organismo che si manifesta nella fase di recupero per riparare le fibre muscolari da quelle microlesioni causate durante l’esercizio fisico. Come dire che l’azione immunitaria si rende più efficace in una condizione di infiammazione provocata dall’attività fisica sul muscolo. Senza movimento non avvengono le microlesioni muscolari, non si crea quello stato infiammatorio che attiva la risposta immunitaria e quella di riparazione. Proprio come un vaccino che attiva le proprietà del sistema immunitario senza scatenare la malattia così da stimolare i meccanismi fisiologici di difesa dell’organismo contro le infezioni (risposta anticorpale).

Ma cos’è un vaccino?

Il vaccino inoculato nelle persone sottoposte a vaccinazione è costituito da virus o batteri inattivi (uccisi) o attenuati (resi innocui, privati cioè della loro capacità infettante) oppure da sostanze da loro prodotte (tossine inattivate).

Il vaccino è realmente lo strumento più efficace per prevenire l’insorgenza di alcune malattie gravi, per evitare di ammalarsi, soprattutto le categorie a rischio o di trasmettere una malattia impedendo il diffondersi di epidemie.

Vaccinarsi è semplice, ma alcuni soggetti possono correre il rischio di effetti collaterali, inoltre, nessun vaccino ha un’efficacia del 100%. Tuttavia, se il numero di persone vaccinate è elevato e supera una data soglia, i virus hanno maggiori difficoltà a diffondersi da un individuo all’altro e anche coloro che non sono vaccinati sono indirettamente protetti. È questa la “protezione di comunità” o herd immunity o “immunità di gregge”.

Così, se il vaccino garantisce l’immunità personale salvaguardando l’individuo vaccinato e al contempo l’immunità collettiva, una regolare costante attività fisica non solo migliora la risposta immunitaria del nostro sistema, ma pure la risposta di immunizzazione attiva del vaccino inoculato.

Far diventare l’attività fisica un’abitudine giornaliera, salutare come nutrirsi, idratarsi, riposare, ecc. aiuta ad essere più resistenti alle malattie infettive.

L’attuale pandemia del coronavirus Covid-19 e i rischi futuri danno l’opportunità di ribadire quanto uno stile di vita sano, basato sulla pratica di una dosata e continua attività fisica costituisca una regola di vita e un coadiuvante nella vaccinazione.

Il vaccino diventa indispensabile quando il rischio di contagio porta al manifestarsi della malattia, come accade oggi, e alle complicazioni respiratorie gravi che necessitano di ricovero ospedaliero. Ciò è necessario per non fare collassare il sistema sanitario, ma è anche un atto di responsabilità mantenersi fisicamente attivi per rendere più efficace l’azione del vaccino e per avere un organismo sano, funzionale che si protegge da sé.

Altre fonti: 

  • docenti.unime.it “Le difese dell’organismo”
  • scienzainrete.it “Vaccini e anticorpi, la rivoluzione dell’immunologia”

1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

L’IMPORTANZA DELL’ATTIVITÀ FISICA PER I RAGAZZI

Bambini e adolescenti dai 6 ai 17 anni sarebbero fisicamente attivi per loro natura se avessero sempre occasioni e opportunità per dimostrarlo. I ragazzi, oggi più che mai, hanno la necessità di esporsi alle più diverse attività fisiche, dal gioco allo sport individuale o di squadra, dalla ginnastica alla frequentazione della palestra, dalle attività ricreative all’aiuto fisico in casa perché si muovono poco.

Appartengono ad una generazione digitale, una generazione seduta e il tempo trascorso davanti uno schermo è inevitabilmente un tempo di inattività fisica. Il tasso di sedentarietà e inattività (leggi l’articolo del blog: “Sedentari o inattivi?”), infatti è elevato

Connessi, iperconnessi, aggiornatissimi, con dita rapide su tastierine e schermi, i ragazzi hanno un corpo fermo e muoversi poco o non muoversi affatto li porta spesso a ripiegare sul cibo e a predisporsi ad un futuro di sovrappeso. Il cibo diventa spesso per loro lo sfogo che aiuta a gestire le emozioni, a far fronte ai problemi, ad affrontare lo stress, ad assecondare la noia e a gratificarsi. 

Ma il corpo umano, il loro giovane corpo fisico è strutturato per muoversi ogni giorno mentre i modelli di vita li orientano all’ipocinesia (leggi l’articolo del blog: “Analfabetismo motorio”). Passare troppe ore fermi o seduti produce danni diretti al loro organismo e alla loro salute psicofisica privandoli invece di quei numerosi benefici che rafforzano lo stato di salute generale e rallentano il naturale processo di invecchiamento da adulti.

L’ attività fisica dei ragazzi, infatti, condiziona la loro crescita (termine che identifica l’aumento delle dimensioni dell’organismo giovane) influisce sullo sviluppo (termine che identifica le modificazioni funzionali legate alla crescita dell’individuo giovane) e sulla maturazione (termine che identifica il raggiungimento delle forme di un corpo adulto e della sua completa funzionalità).

Ma quali sono allora i benefici dell’attività fisica?

  • Favorisce una migliore composizione corporea tra percentuale di massa magra (muscolatura) e massa grassa (adipe) 
  • previene le eventuali alterazioni della colonna vertebrale
  • sviluppa la forza fisica, la resistenza, la flessibilità e il controllo ( i 4 Pilastri del “Metodo Da Domani Mi Muovo”)
  • riduce il rischio di disturbi osteoarticolari e delle problematiche muscolo scheletriche
  • potenzia il sistema cardio respiratorio e quello immunitario (leggi l’articolo del blog: “Attività fisica e sistema immunitario”)
  • aumenta le attività metaboliche (del metabolismo basale e di quello dopo la pratica dell’attività fisica)
  • incrementa l’ossidazione dei grassi e della spesa energetica quotidiana
  • regola la ciclicità ormonale
  • migliora la qualità del sonno e tiene sotto controllo l’ansia e gli stati depressivi

L’attività fisica aiuta i ragazzi nello sviluppo delle competenze motorie e delle abilità fisiche, cognitive, emozionali, nella conoscenza di sé. Con l’attività fisica essi acquisiscono il senso del proprio corpo, un corpo forte, sano, bello capace che incoraggia l’autonomia e l’indipendenza, che migliora l’immagine di sé, che contribuisce all’accettazione di sé e ad una più elevata autostima.

La loro vita è piena di continui cambiamenti fisici, di sbalzi ormonali pertanto i ragazzi hanno bisogno di rendersi consapevoli della loro identità corporea in divenire.

L’attività fisica può aiutarli, ma molte volte hanno necessità di una spinta a muoversi di più e dell’incoraggiamento degli adulti.

Il ruolo degli adulti è centrale. Anche se nei bambini l’influenza dei genitori, e soprattutto della madre, è determinante mentre negli adolescenti conta più l’opinione dei coetanei che quella parentale, gli adulti possono fare molto.

I sistemi di credenza dei genitori (ad esempio, il valore che viene dato o meno alla pratica dell’attività fisica) e il loro comportamento influenzano le scelte dei ragazzi. 

È vero che i figli di genitori fisicamente attivi fanno più attività fisica dei figli di genitori inattivi perché contano le abitudini sportive dei familiari, ma qualunque genitore può stimolarli verso lo stile di vita più attivo.

Ai bambini  e agli adolescenti è consigliato di praticare almeno un’ora di attività fisica al giorno fino a far diventare questa pratica una buona abitudine. Quei 60 minuti di movimento devono includere quelle attività che fanno battere più velocemenete il loro cuore, che costruiscano i loro muscoli e rendano più resistenti le loro ossa.

I ragazzi hanno bisogno di praticare sia un’attività fisica moderata che richiede uno sforzo moderato di esecuzione come spostarsi il più possibile a piedi per andare a scuola, ad esempio, usare la bicicletta per pedalare su percorsi pianeggianti in leggera salita o una cyclette, i pattini o lo skateboard, aiutare i genitori nei lavori di manutenzione domestici e di giardinaggio, giocare all’ aria aperta, portare fuori il cane, sia un’attività fisica intensa di rinforzo muscolare e osseo come la corsa, il salto con la corda, il nuoto, il calcio e altri sport, le arti marziali, l’arrampicarsi, la bicicletta in salita o in velocità in pianura, gli esercizi in palestra con pesi, elastici ed attrezzi.

L’intensità dell’attività fisica non può essere espressa come valore assoluto: ciò che può sembrare un’alta intensità per un determinato giovane è in realtà bassa per un altro. Che i ragazzi svolgano sempre un’attività fisica moderata e almeno tre volte la settimana un’attività fisica di alta intensità lo si coglie con il talk test: si tratta di un’attività fisica moderata quando essi sono in grado di parlare tra loro, ma non riescono a cantare una canzone, si tratta di un’attività fisica intensa quando aumenta il loro ritmo respiratorio, sudano e non riescono a parlare se non poche parole e di getto per poi ansimare.

È fondamentale che le attività motorie scelte piacciano, divertano i ragazzi, li impegnino, ma sempre con piacevolezza e che siano adatte alla loro età, al loro livello di abilità, che siano dosate (leggi l’articolo del blog: “Posologia dell’ esercizio fisico”) e adeguate alle loro caratteristiche fisiche e attitudinali.

Sembra un fattore fisiologico e spontaneo, ma la partecipazione dei ragazzi a qualunque forma di attività motoria o la pratica di uno sport specifico si riduce drasticamente in adolescenza [2008, Physical Activity guidelines for Americans. Washinton, DC: U.S. Department of Health and Human Services].

Molti sono infatti i ragazzi che abbandonano e smettono di fare attività fisica o lo sport per i più svariati motivi: pigrizia, per mancanza di interesse, per i pressanti impegni scolastici, perchè troppo stanchi, impegnati o di cattivo umore, mancanza di soldi, di motivazione, per timore di un confronto con gli altri  (Tergerson e Kong, 2002) o perché non vogliono essere condizionati da ciò che sottrae tempo agli amici e alla vita sociale.

Il contributo degli adulti in questi casi è importante. La spinta, la motivazione, il consiglio dei genitori possono aiutare i ragazzi a muoversi o a riprendere la pratica dell’attività fisica. Infondo gli adulti sono il loro riferimento più importante e in genere rappresentano l’esempio di un modello di comportamento utile. Ai genitori si chiede pertanto di aiutarli nell’organizzare al meglio il loro tempo (lo screen time ovvero il lungo tempo trascorso davanti il pc, la tv o curvi sul proprio cellulare deve essere controllato e in alcuni casi ridotto), nell’offrire loro continue occasioni di movimento anche in un ambiente urbano con i suoi spazi limitati e i pericoli, nello stimolarli e incoraggiarli a creare una routine quotidiana come una semplice camminata, ad esempio dopo cena accompagnandoli [Content source: Division of Nutrition, Physical Activity, and Obesity, National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion]. 

Un genitore può dare forma a nuove attitudini e a nuovi comportamenti per portare il giovane verso un cambiamento dello stile di vita

Passare dall’inattività e sedentarietà ad un comportamento fisicamente più attivo mette al riparo i ragazzi da abitudini rischiose come il fumo, l’alcol, la droga, dall’irritabilità, dall’aggressività che porta alla delinquenza e al vandalismo o, al contrario, dalla depressione e dagli stati ansiosi.

Alla loro età i ragazzi non percepiscono i vantaggi dell’attività fisica per la loro condizione di salute futura, non colgono l’importanza di avere uno stile di vita più attivo e preferiscono investire il tempo diversamente.

I ragazzi non sono sempre informati che restare a lungo inattivi incide anche in ambito scolastico con difficoltà di concentrazione, di attenzione e apprendimento. L’ attività fisica non solo favorisce una loro crescita salutare e migliora il loro umore, ma li sostiene nel raggiungimento degli obiettivi, nello sviluppo dell’iniziativa e della soluzione ai problemi.

Le buone abitudini di praticare costantemente dell’attività fisica durante la giovinezza in genere proseguono e si mantengono anche nell’età adulta creando così quello stile di vita più attivo e salutare.

Aiutiamo i ragazzi a trovare la motivazione e mano a mano anche il piacere nel fare dell’attività fisica. Sosteniamoli affinché non perdano il controllo del peso corporeo, del loro aspetto esteriore, della salute e rinforzino la loro identità.


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

CAMMINARE PER FARE ATTIVITÀ FISICA

Camminare è un’azione che coinvolge il corpo in un impegno totale solo quando è eseguita bene e quando presuppone di avere libere le articolazioni del piede (dita e alluce), della caviglia, del ginocchio, dell’anca, del bacino, della schiena fino alle spalle. Blocchi articolari importanti, tensioni muscolari o legamentari infatti condizionano il modo di camminare.

Ciascuno di noi ha un suo stile personale nel camminare determinato da molti fattori compresi anche quelli culturali e religiosi, le malattie, i traumi e gli altri eventi della storia individuale, le influenze familiari e sociali.

Il nostro modo di camminare rappresenta infatti la nostra postura in movimento che ad ogni passo si rinnova: se è una buona postura, non ha bisogno di nuovi adattamenti, se è cattiva richiede qualche aggiustamento nell’andatura. 

Attenzione che imparare a camminare in maniera più funzionale richiede tempo. 

Se un bambino impara nuove abilità in tre-sei sei mesi, l’adulto che deve sostituire alcuni movimenti scorretti con altri più funzionali, ha bisogno di più tempo, di consapevolezza e volontà.

Ognuno di noi ha inoltre la sua cadenza preferita nel camminare che dipende dalla lunghezza della gamba e che in genere rappresenta il ritmo con cui si deambula al minor consumo energetico.

Quando camminiamo, un piede alla volta rimane sempre sul terreno in appoggio e l’equilibrio, la coordinazione con le braccia sono il risultato di una stretta collaborazione tra il controllo top-down del cervello, lo stimolo botton-up di piedi e gambe, il controllo del midollo spinale sul ritmo.

Ogni porzione del piede ha una funzione diversa nella dinamica del passo. 

Il tallone è il primo punto di contatto con il terreno, l’arco plantare è responsabile dell’elasticità e quindi dell’adattamento del piede al suolo, la parte anteriore fino alle dita rappresenta il vero punto di forza perché dà la spinta per mandare in avanti il corpo e compiere così il passo.

Camminare è un’azione che si svolge su tre piani di movimento: 

  • sagittale-mediano (movimento verso destra – sinistra), 
  • frontale (movimento avanti – dietro) 
  • trasverso (movimento alto – basso).

Quasi tutti ci muoviamo in modo un po’ asimmetrico. Abbiamo un piede preferenziale con cui iniziamo sempre il primo passo senza rendercene conto, mentre il piede che resta a terra e più statico e regge il peso. Ecco perché la muscolatura può risultare diversa tra una gamba e l’altra.

Poggiamo il tallone a terra come prima parte, ma poi carichiamo più il lato esterno o interno del piede e la spinta delle dita può non essere sempre completa terminando con quella dell’alluce.

Il ciclo del passo si divide in otto fasi funzionali, secondarie alle due principali di appoggio (stance) e di oscillazione (swing), necessarie a svolgere i compiti di: 

  • carico del peso corporeo;
  • sostegno su una gamba sola;
  • progressione dell’arto inferiore in avanti.

Si può scegliere di camminare lentamente allo scopo di impegnare di più tutte le strutture articolari coinvolte (ogni tanto è bene farlo anche a piedi scalzi, leggi l’articolo del blog: “Attività fisica a piedi scalzi”) o perché si parte da zero causa i problemi osteoarticolari, l’età avanzata, il sovrappeso, le cardiopatie, l’inattività, la sedentarietà e si vuole fare il primo passo verso il recupero della forma fisica, la prevenzione e la cura della propria salute oppure verso un’attività fisica più impegnativa.

Camminare, infatti, è un’attività fisica di intesità moderata che stimola la resistenza utilizzando il meccanismo energetico aerobico così da migliorare la forma fisica e la salute metabolica.

Per aumentare l’intensità e renderla più allenante si può aumentare la velocità  del passo (sostenuto) e/o la durata (es. 30-45 minuti = tempo breve, 45-90 minuti = tempo medio, oltre i 90 minuti = tempo lungo).  

L’intensità può variare anche per l’asperità del terreno e per la pendenza: terreni variabili sotto i piedi e cambi di pendenza richiedono un impegno muscolare maggiore. 

Percorsi in salita e discesa, terreni sconnessi sui quali i piedi eseguono correttamente le fasi del passo, esercitano le nostre articolazioni e tessuti annessi (muscolare, connettivale, tendineo, legamentario) in un ottimo lavoro di mobilità, propriocettività e allungamento dando più funzionalità all’intero apparato locomotore e più efficacia all’allenamento.

Rendere più veloce il proprio modo di camminare significa aumentare la lunghezza del passo e la frequenza. Anche il movimento rapido delle braccia sincronizzato con quello delle gambe (i gomiti stanno più in flessione per ridurre il tempo di oscillazione del braccio avanti e indietro rispetto la spalla) aiuta a mantenere l’andatura veloce dei piedi.

La camminata rapida o sportiva è un modo volontario di camminare a ritmo accelerato (dai 5 ai 7 km/ora circa) in cui è necessario sapere e poter articolare bene il piede: poggiare con sicurezza il tallone, compiere più passi spingendo energicamente sulle dita fino allo stacco dell’ alluce da terra, dà maggiore potenza alla camminata.

Per camminare velocemente ci vuole una buona consapevolezza corporea e soprattutto nessuna limitazione o impedimento come portare uno zaino sulle spalle, trascinare un trolley da viaggio, spingere un carrello, tenere qualcuno per mano o il cane al guinzaglio che riduce i movimenti della parte superiore del corpo, impedisce l’oscillazione delle braccia e del bacino.

Prepararsi a camminare con una serie di esercizi è importante affinché sia sostenibile e più naturale possibile per tutti:

  • oscillare le braccia portandole ben indietro e in alto per ottenere la massima mobilità delle spalle;
  • mobilizzare alluce, dita, piede, caviglia sia dalla posizione in piedi sia da seduto aiutandosi con le mani;
  • scendere alcune volte in piegamento naturale con le ginocchia flesse fino dove è consentito per attivare la muscolatura delle cosce;
  • andare sulle punte e sui talloni per mobilizzare ancora la caviglia e stimolare la muscolatura del polpaccio;
  • in piedi, ruotare il busto sul bacino fermo per attivare la muscolatura del tronco.

Gli esercizi descritti consentono di aumentare il flusso sanguigno in tutto il corpo, di attivare le strutture che verranno maggiormente sollecitate inizianda a camminare, di stimolare l’organismo all’attività. 

Dedicàti pochi minuti alla preparazione (meglio se ogni giorno) non resta che infilare scarpe comode e uscire. 


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan

PERCHÉ CAMMINARE È LA MIGLIORE ATTIVITÀ FISICA

Si cammina poco e si cammina male, meno di quei 30 minuti giornalieri consigliati, eppure camminare, per chi lo fa, resta la forma di esercizio preferita

Non richiede un elevato livello di forma fisica né un’abilità motoria specifica, può essere praticata quasi ovunque, soprattutto all’aperto, tra spazi verdi o urbani, non c’è bisogno di un particolare abbigliamento o di un’attrezzatura, non pone vincoli d’orario e nemmeno di contesto.

Da soli o in compagnia, camminare è un’attività motoria spontanea, la più antica e naturale per uomo. Per gli esseri umani, anche quelli sedentari e inattivi dei nostri giorni, camminare rappresenta la forma più comune e più semplice di fare esercizio fisico, eppure se ne fa poca.

Infondo camminare non comporta un grosso impatto del peso corporeo sulle singole articolazioni (anche, ginocchia, caviglie, piedi) perché viene assorbito per intero dall’apparato locomotore (ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti) per cui risulta l’attività fisica più adatta a tutti soprattutto a coloro restii a entrare in palestra, agli inattivi, agli anziani, alle persone con patologie croniche o dismetaboliche.

Perché camminare fa bene a tutto il corpo. Vediamo perché.

  • Stimola gli organi sottoposti a sforzi e stress a proteggersi e recuperare;
  • aiuta l’intestino favorendone il transito;
  • riduce il livello del colesterolo “cattivo” (LDL, lipoproteine che trasportano il colesterolo dal fegato alle cellule dell’intero organismo) ed alza il livello del colesterolo “buono” (HDL, lipoproteine che portano il colesterolo in eccesso dalle cellule dell’organismo al fegato per smaltirlo);
  • abbassa la pressione arteriosa;
  • tiene controllato il rischio di diabete di tipo 2;
  • ha effetti sul tasso metabolico (consumo di energia per generare calore) e sul peso corporeo (camminare per un’ora alla velocità di 4 km/ora, per esempio, richiede tra le 100 e le 200 calorie bruciando circa 6 gr. di grasso);
  • può far dimagrire se si tiene conto che i grassi bruciano nell’organismo solo dopo circa 20 minuti di attività e se si bada a ciò che si mangia. Il grasso delle cellule adipose è rappresentato dai trigliceridi immagazzinati nell’organismo ovvero quei composti di carbonio, idrogeno e ossigeno che, grazie all’attività fisica e al camminare liberano il carbonio che viene eliminato col respiro sottoforma di anidride carbonica e trasformano idrogeno e ossigeno in acqua;
  • comporta una riduzione dei marcatori di infiammazione e di molti indicatori di patologie tra cui quelle cardiovascolari;
  • dà benefici a certi disturbi respiratori;
  • rallenta le varie forme degenerative legate di invecchiamento originando anche cambiamenti plastici nella struttura del cervello:
  • favorisce la produzione di una molecola importante, il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (o Vegf, Vascular Endothelial Growth Factor) che stimola la vascolarizzazione cioè la crescita della rete capillare che porta ossigeno e nutrimento alle cellule del sistema nervoso, aumentando l’afflusso di sangue al cervello e intensificando l’attività neurocognitiva; 
  • ha un grande impatto sulla memoria e sull’apprendimento perché migliora la struttura e la funzionalità cerebrale popolando di nuove cellule proprio quelle aree della memoria e dell’apprendimento;
  • riduce la produzione dell’ormone cortisolo rilasciato normalmente in risposta allo stress e agisce sull’umore (camminando dopocena a passo sostenuto senza particolari sforzi si favorisce una vasodilatazione duratura, anche per l’intera notte, con una conseguente azione antistress); 
  • consente con il suo andamento ritmico di avere una maggiore lucidità e di raggiungere uno stato meditativo (leggi l’articolo del blog “La meditazione nel movimento” ) e creativo di problem- solving.

Già alzarsi in piedi per iniziare a camminare ha effetti immediati sulla pressione e circolazione sanguigne e, come sosteneva già Ippocrate più di 2000 anni fa, “camminare è una medicina”.

Per essere efficace la camminata non deve avere un’andatura troppo lenta né una mancanza di simmetria o di sincronia dei movimenti del corpo soprattutto tra il lato destro e quello sinistro come spesso accade alle persone anziane.

Camminare bene, saper camminare in modo funzionale nel rispetto delle proprie caratteristiche e del proprio stato emotivo evita alla lunga di compromettere l’apparato muscolo-scheletrico con dolori articolari, mal di schiena, disturbi muscolari, ecc.

Utilizzare male le articolazioni, i legamenti, i muscoli e loro tendini diventa un’abitudine consolidata che perpetuandosi nel tempo non fa che peggiorare la situazione.

Sapendo solo quanto sia importante camminare non ci siamo forse mai posti il problema se lo facciamo bene o se lo facciamo male e quali conseguenze può avere nell’un caso o nell’altro.

Certo è che se camminare giova alla salute, siamo responsabili di farlo bene per non farci del male.

L’uomo non è evoluto per smettere di camminare e di muoversi né di rendere queste attività motorie opzionali, pertanto non è mai troppo tardi per incominciare.

E se il problema è riuscire a camminare per almeno quei 30 minuti al giorno consigliati, meglio pensare di farlo più volte in una giornata per un tempo molto breve oppure, se la preoccupazione è di calcolare il numero totale di passi fatti in una giornata come indicatore dell’attività fisica svolta, allora meglio misurare la cadenza, il ritmo della camminata cioè i passi compiuti al minuto. 

Uno studio pubblicato a maggio 2018 nel British Journal of Sport Medicine consiglia di raggiungere i 100 passi al minuto per una camminata di intensità moderata (velocità di circa 4,5 km/ora) che diventa un vero esercizio fisico, oppure di 130 passi al minuto e oltre per una camminata vigorosa che aiuta sia sul piano della forma fisica, del consumo calorico che della prestazione. In entrambi i casi lo schema è quello di un’attività fisica benefica.

Allora, perché attendere per iniziare? 

La risposta su come farlo nel prossimo articolo del blog…


1. RICEVI UN CONSULENZA GRATUITA DA ROBERTO TRAVAN PER MIGLIORARE IL TUO STATO DI SALUTE CON IL MOVIMENTO:

➡ Invia ora una mail a roberto.travan@alice.it – Oggetto: “Consulenza Gratuita”


2. RICEVI ALTRE NEWS SU SALUTE, ALIMENTAZIONE e MOVIMENTO GRATUITAMENTE:

ISCRIVITI QUI


3. SCOPRI I DUE LIBRI DI ROBERTO TRAVAN e segui i consigli per essere sempre in buona salute e alzare la tua difesa immunitaria grazie al MOVIMENTO:

Da Domani Mi Muovo – 1 – La Storia
“Questo libro aiuta davvero a pensare di dare un senso a ciò che si fa: non è la capacità tecnica decisiva o l’abilità, ma ciò che si chiede a se stessi.
Atleta o persona semplice che sia, oggi più che mai ciascuno deve sentirlo forte e perseguirlo con determinazione. Il movimento è una necessità.” – dalla prefazione di Deborah Compagnoni.
ACQUISTA IL LIBRO QUI

Da Domani Mi Muovo – 2 – L’Inizio
“Questo è un libro che riguarda tutti noi, sportivi e non. Fare movimento, fare esercizio fisico aiutano nella vita fino da quando, giovani, pratichiamo lo sport. Scegliere di continuare ci aiuta a sentirci giovani e a mantenerci in salute. Il corpo che abbiamo ci deve accompagnare per un lungo cammino ed il nostro compito è di mantenerlo sempre nelle migliori condizioni possibili.” – dalla prefazione di Alberto Tomba
➡  ACQUISTA IL LIBRO QUI


4.SCOPRI IL METODO “Da Domani mi Muovo” (GUARDA IL VIDEO)

Un video corso di 19 lezioni dove Roberto Travan ti accompagnerà in un percorso di cambiamento per migliorare la tua salute.
GUARDA ORA IL VIDEO

roberto-travan