Si legge ormai ovunque che l’attività fisica insieme ad un corretto stile di vita rappresenti una delle più efficaci difese per il nostro organismo. Gli effetti di una dosata e quotidiana attività fisica (leggi l’articolo“Posologia dell’esercizio fisico”) a sostegno del nostro sistema immunitario si contano nella produzione di anticorpi. E un buon numero di anticorpi (elementi prodotti come armi di difesa dai linfociti che attaccano l’agente patogeno e aiutano il sistema immunitario a distruggerlo), come il vaccino, garantiscono una protezione. 

Ma non basta. Muoversi migliora la risposta di difesa agendo in maniera diretta sul sistema immunitario, mentre avere un corpo attivo, sano, forte, del giusto peso perché costantemente allenato, che garantisce un organismo reattivo e funzionante, rappresenta la maniera indiretta di agire sul sistema immunitario.

Godere di una buona salute immunitaria significa sentirsi protetti come con un vaccino così da resistere meglio agli attacchi degli agenti virali senza gravi conseguenze o ristabilendosi con facilità. E avere un sistema immunitario efficiente vuol dire essere persone in forma, non in sovrappeso, senza soffrire di malattie metaboliche croniche come il diabete di tipo 2, senza soffrire di disturbi cardiovascolari o di pressione alta o, ancora, di malattie polmonari (leggi l’articolo “Patologie croniche e attività fisica”).

La pandemia da Covid-19 ha rilevato che la maggior parte delle persone ricoverate in ospedale manifesta almeno tre di queste condizioni patologiche tra cui l’ipertensione, il sovrappeso e l’obesità, una malattia metabolica cronica in un quadro di età avanzata e inattività o sedentarietà.

Già il sovrappeso per mancanza di attività fisica crea un’infiammazione sistemica dell’organismo con il rilascio di quelle sostanze infiammatorie chiamate citochine. Anche l’invecchiamento crea un quadro simile di infiammazione e acidosi che comporta una vulnerabilità agli attacchi virali.

L’attività fisica regolare, prevalentemente di tipo aerobico come, per esempio, camminare a passo sostenuto per 30 minuti minimo fino a un’ora quasi tutti i giorni coadiuva il sistema immunitario nella sua azione protettiva e di difesa. 

E se per attività fisica intendiamo qualunque genere di movimento fisico realizzato dalla muscolatura del nostro corpo che implica un dispendio energetico da parte dell’organismo, allora anche andare in bicicletta, seguire un corso o un programma in palestra, praticare uno sport è ciò che ci risulta più comprensibile. Ma pure utilizzare il corpo per spostare, sollevare, riordinare, accudire come in ambito lavorativo, domestico, assistenziale o del tempo libero significa fare comunque attività fisica purchè con regolarità, con un’intensità e una durata sufficienti.

Al contrario, sedentarietà e inattività (leggi l’articolo “Sedentari o inattivi”) rappresentano quel comportamento, come stare a lungo seduti o sdraiati, il cui dispendio energetico è pari o inferiore all’1,5 dell’equivalente metabolico.

[Piano d’azione globale dell’attività fisica 2018-2030 “Persone più attive per un mondo più sano” testo tradotto a cura di R. Chiodo Karpisky, UISP Progetto Active Voice].

Muoversi poco o quasi niente ha un’influenza diretta sul metabolismo del glucosio, sul metabolismo generale e sul sistema cardiocircolatorio così da rendere l’individuo debole, vulnerabile e a rischio di patologie o contagi.

La persona attiva è colei che inserisce l’attività fisica nella sua routine quotidiana.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguardano i 150 minuti consigliati di attività fisica di moderata intensità alla settimana per gli adulti comprendendo quella impiegata per gli spostamenti, in ambito lavorativo e ricreativo e i 60 minuti di attività quotidiana da moderata a intensa per gli adolescenti.

Ovviamente gli effetti dell’attività fisica sulla fisiologia del sistema immunitario sono diversi a seconda che sia regolare, di media intensità oppure ad alta intensità. Ciò significa che il rischio di infezione soprattutto delle vie aeree superiori varia: è minimo quando l’attività fisica è moderata, è molto elevato quando il soggetto è sedentario e sale ancora di più quando il soggetto pratica un’attività fisica molto intensa e di lunga durata (sovrallenamento sportivo).

[SIMG Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie].

Un’intensa ed estenuante attività fisica o sportiva comporta, infatti, al termine della stessa e per la durata di un certo numero di ore (valore soggettivo), una ridotta concentrazione di linfociti.

Mentre i linfociti (cellule del sangue che appartengono ai globuli bianchi e producono anticorpi) si attivano nel sangue durante l’esecuzione dell’attività fisica per proteggere l’organismo, al termine invece, causa l’entità dello sforzo, riducono la loro azione immunitaria. È definito Open Window il fenomeno della durata massima di 72 ore in cui gli atleti e tutti coloro che fanno intensa attività fisica a livello agonistico o amatoriale subiscono un forte calo dell’attività del sistema immunitario.

Al contrario, un fisico di qualsiasi età stimolato regolarmente con attività fisica non troppo elevata che lo mantiene allenato è in grado di rispondere in maniera efficace alle sollecitazioni esterne e a eventuali contagi perché abituato a saper recuperare nella fase di riposo dopo l’attività fisica. 

Cosa significa ciò? 

Significa che durante lo svolgimento di attività fisica si creano delle microlesioni fisiologiche alle fibre muscolari che determinano uno stato infiammatorio. Tale infiammazione rappresenta una reazione immunologica naturale dell’organismo che si manifesta nella fase di recupero per riparare le fibre muscolari da quelle microlesioni causate durante l’esercizio fisico. Come dire che l’azione immunitaria si rende più efficace in una condizione di infiammazione provocata dall’attività fisica sul muscolo. Senza movimento non avvengono le microlesioni muscolari, non si crea quello stato infiammatorio che attiva la risposta immunitaria e quella di riparazione. Proprio come un vaccino che attiva le proprietà del sistema immunitario senza scatenare la malattia così da stimolare i meccanismi fisiologici di difesa dell’organismo contro le infezioni (risposta anticorpale).

Ma cos’è un vaccino?

Il vaccino inoculato nelle persone sottoposte a vaccinazione è costituito da virus o batteri inattivi (uccisi) o attenuati (resi innocui, privati cioè della loro capacità infettante) oppure da sostanze da loro prodotte (tossine inattivate).

Il vaccino è realmente lo strumento più efficace per prevenire l’insorgenza di alcune malattie gravi, per evitare di ammalarsi, soprattutto le categorie a rischio o di trasmettere una malattia impedendo il diffondersi di epidemie.

Vaccinarsi è semplice, ma alcuni soggetti possono correre il rischio di effetti collaterali, inoltre, nessun vaccino ha un’efficacia del 100%. Tuttavia, se il numero di persone vaccinate è elevato e supera una data soglia, i virus hanno maggiori difficoltà a diffondersi da un individuo all’altro e anche coloro che non sono vaccinati sono indirettamente protetti. È questa la “protezione di comunità” o herd immunity o “immunità di gregge”.

Così, se il vaccino garantisce l’immunità personale salvaguardando l’individuo vaccinato e al contempo l’immunità collettiva, una regolare costante attività fisica non solo migliora la risposta immunitaria del nostro sistema, ma pure la risposta di immunizzazione attiva del vaccino inoculato.

Far diventare l’attività fisica un’abitudine giornaliera, salutare come nutrirsi, idratarsi, riposare, ecc. aiuta ad essere più resistenti alle malattie infettive.

L’attuale pandemia del coronavirus Covid-19 e i rischi futuri danno l’opportunità di ribadire quanto uno stile di vita sano, basato sulla pratica di una dosata e continua attività fisica costituisca una regola di vita e un coadiuvante nella vaccinazione.

Il vaccino diventa indispensabile quando il rischio di contagio porta al manifestarsi della malattia, come accade oggi, e alle complicazioni respiratorie gravi che necessitano di ricovero ospedaliero. Ciò è necessario per non fare collassare il sistema sanitario, ma è anche un atto di responsabilità mantenersi fisicamente attivi per rendere più efficace l’azione del vaccino e per avere un organismo sano, funzionale che si protegge da sé.

Altre fonti: 

  • docenti.unime.it “Le difese dell’organismo”
  • scienzainrete.it “Vaccini e anticorpi, la rivoluzione dell’immunologia”

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