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Il nostro equilibrio psicofisico è spesso turbato da stimoli esterni ed interni che fanno nascere emozioni talvolta legate all’ansia, alla paura o addirittura al panico.

Il buio, gli spazi chiusi o troppo grandi e aperti, gli insetti, la salita e la discesa ripide, il volare in aereo, il giudizio degli altri, parlare in pubblico, l’amare ed altro ancora, sono elementi che possono generare in noi una rassegna di paure più comuni.

Coaching_paura3_17_2016 La paura è un’emozione che interessa in misura variabile ogni essere umano, è, tra le emozioni una delle più antiche e ha un valore adattivo enorme. Si tratta di un’esperienza quotidiana, di un meccanismo di allerta, da noi considerato negativamente e quindi da evitare, mentre la paura è una valida reazione al pericolo e pertanto positiva.

La paura non si manifesta soltanto quando siamo di fronte all’elemento o alla situazione che la scatena, ma anche solamente quando ci pensiamo.

E’ una sgradevole sensazione che tende a bloccare la nostra quotidianità e la nostra libertà, a paralizzarci e a inibire ogni nostra espressione causata dalla percezione di un rischio o di un pericolo non solo reale, ma anche immaginato.

Coaching_paura2_2016 E’ la paura della paura, definita in termini tecnici, “ansia anticipatoria” quella condizione penosa di attesa di uno stato ansioso.

Interessante capire che a volte non è la cosa in sé il problema ma l’idea che noi abbiamo di quella data cosa. Infatti, prima che nella realtà, qualcosa accade dentro la nostra mente e ci fa vivere una sensazione di malessere.

In ogni paura c’è uno schema che si ripete: all’idea di una certa cosa proviamo paura, stiamo male e addirittura ci blocchiamo. I nostri pensieri complicano la situazione. Quello che è necessario fare è lavorare con la nostra mente proprio perché la paura è innanzi tutto nella nostra mente e ciò serve a smontarla.

Attraverso la coaching problemi specifici come le paure possono essere risolti molto rapidamente, anche in pochi minuti.Coaching_paura5_17_2016

Esaminiamo la paura di affrontare una salita ad esempio. La nostra mente lega un picco emozionale negativo (la paura) ad un immagine (la salita) e questo collegamento è così saldo da persistere e rinforzarsi ad ogni nuova occasione.

La paura attiva il sistema nervoso simpatico che prepara il corpo all’azione aumentando l’afflusso sanguigno e l’apporto di ossigeno. Se la paura è molto intensa, allora la reazione neurologica cambia e il sistema nervoso parasimpatico si attiva: la pressione sanguigna diminuisce insieme al battito cardiaco, alla temperatura e alla tensione muscolare. Questa reazione può impedirci di agire bloccandoci e allo stesso tempo di contenerci.

Magari la paura della salita è nata tanto tempo fa da un singolo evento a cui abbiamo dato un significato importante e magari da un condizionamento esterno a noi interessa davvero poco. Quello che normalmente desideriamo è liberarci da quella paura per sempre, altrimenti, ogni volta che pensiamo o vediamo una salita, immediatamente la nostra mente ci fa vivere l’emozione che ha agganciato, in questo caso la paura.

Grazie alla coaching è possibile ”sganciare” l’emozione negativa (paura) dall’immagine (salita) per poi agganciare alla stessa immagine (salita) un’emozione positiva o almeno neutra.

L’efficacia del percorso coaching è immediata.

Chiedere aiuto ad un coach significa essere consapevoli che esiste un problema e che egli conosce i metodi efficaci di risoluzione. Vincere la paura vuol dire aprirsi ad una visione della realtà soggettiva, partendo da un cambiamento nel modo di sentire e interpretare. Aprirsi cioè ad una visione dell’ostacolo come opportunità di guarigione, come attivatore di un cambiamento. Se siamo in grado di coglierne il senso, riusciamo ad attribuire valore, finalità e dignità alla sofferenza della paura.

 

Coaching_paura6_17_2016L’autostima è l’elemento mancante. Una buona autostima consente di fare fronte a qualunque tipo di paura: è l’ingrediente che misura la nostra speranza nel futuro. Far leva sulle proprie risorse interiori permette di riconoscere e poi saper gestire le proprie paure. Obiettivo principale della coaching, infatti, è di contribuire al raggiungimento e al mantenimento di una condizione di maggior equilibrio e benessere. Per far ciò la coaching aiuta l’individuo nel riconoscimento delle emozioni negative come le paure, nella loro gestione e nel superamento in maniera efficace.

La differenza tra l’approccio psicologico tradizionale e quello della coaching è grande. Lo psicologo è orientato alla ricerca della causa di quella specifica paura perché sostiene che la conoscenza della causa possa risolvere il problema. Il coach invece è di supporto nella comprensione, nell’elaborazione e nella risoluzione del problema – paura; egli insegna a pensare in modo diverso, a dare alla mente nuove strategie per la costruzione di una nuova direzione affinchè si raggiungano i risultati desiderati.

 Il cervello procede secondo diverse direzioni: può procedere secondo la direzione del problema o può prendere una direzione migliore. Conoscendo il funzionamento del cervello, il coach insegna una tecnica da utilizzare per pensare in maniera più produttiva.

La riconversione consiste nel ridefinire la situazione che ci spaventa ristrutturandola secondo una nuova ottica più positiva. Il coach utilizza questa strategia per far allentare la tensione che c’è in noi, quell’ansia che tende a farci adottare comportamenti disfunzionali e, inoltre, per favorire un salutare distacco dalla paura che ci sta condizionando. Guardare dall’altro o da un punto di vista distaccato significa porre una maggiore distanza tra noi e quella minaccia, dando modo alla nostra mente di valutare, elaborare e ricostruire l’emozione che si sta vivendo per negativa che sia.

La paura non può essere evitata, ma deve essere gestita.

 Se desideriamo realmente superare una paura, dobbiamo inevitabilmente, come primo passo, accoglierla e accettarla. Ciò significa anche ammettere quella data paura per poi comprenderla. Prendendola dentro di noi, facendole spazio, la paura può rivelarci aspetti di noi di cui a volte non siamo consapevoli.

E’ vero che la paura, in generale, ci protegge da tutto ciò che, pure se piacevole, può minacciare il nostro equilibrio, ma, nello stesso tempo, ci isola in uno spazio angusto limitandoci la libertà e togliendoci quel benessere interiore generale.

Il coach può aiutare a trasformare quello spazio in un luogo protetto dove esprimere il proprio pieno potenziale. La paura può essere così uno strumento di crescita per tutti coloro che vogliono rinforzare i propri aspetti fragili e trasformare quelli disarmonici.Coaching_paura4_17_2016

Vincere una paura significa aprirsi a una nuova consapevolezza, vuol dire fare propri quegli aspetti della vita non ben accettati.

Per sviluppare il proprio potenziare e accrescere le proprie performances, molto spesso è necessario rimuovere quegli ostacoli emotivi o mentali come le paure.

Resta infatti da chiederci: cosa e quanto ci hanno fatto perdere le nostre paure?

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